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-PRIMO PANEL: “SHIPPING IN TRANSITION: INNOVATION, REGULATION AND SUSTAINABILITY”
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Il settore dello shipping è oggi di fronte ad un punto di svolta. Il trasporto marittimo, che rappresenta la spina dorsale del commercio e dell’economia a livello globale, è chiamato ad affrontare la sfida più complessa del nostro tempo: la decarbonizzazione e la riduzione dell’impatto ambientale. La strategia dell’IMO (International Maritime Organisation) punta infatti ad azzerare le emissioni di gas serra entro il 2050, con target intermedi vincolanti già nel 2030 e nel 2040.
Il processo di decarbonizzazione dei trasporti deve fare i conti con un’equazione a tre fattori, tra loro indissolubili.
- l’innovazione tecnologica, che è fondamentale per lo sviluppo dei nuovi carburanti ecologici (idrogeno, ammoniaca, metanolo), per l’efficienza dei propulsori e per l’elettrificazione delle banchine;
- il fattore umano, che guarda alle persone impegnate ogni giorno a bordo delle navi, al necessario confronto con le nuove opportunità dell’Intelligenza artificiale alle connessioni onshore e offshore, ed all’utilizzo di nuovi carburanti;
- la chiarezza normativa, alla luce soprattutto delle direttive internazionali che hanno trasformato la sostenibilità da scelta etica a requisito di compliance e competitività.
Su questi tre fattori imprescindibili si sono confrontati Thomas Kazakos (Secretary-General, International Chamber of Shipping), Ricardo Batista (Head, Climate Action and Clean Air, International Maritime Organisation), Ugo Salerno (Executive Chairman, RINA), Per Håvard Siljan Hjukse (Executive Vice President, Propulsion & Handling, Kongsberg Maritime), Maximo Mejia Jr. (President, World Maritime University), Dario Bocchetti (Director R&D, Energy and Decarbonisation, Grimaldi Group).
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-SECONDO PANEL: “GEOECONOMIC & GEOPOLITICAL CHALLENGES FOR MARITIME TRANSPORT IN THE MED AREA”
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Il Mar Mediterraneo è da sempre lo snodo nevralgico dei traffici globali e il ponte strategico tra Europa, Asia e Africa.
L’attuale scenario pone l’intera area mediterranea al centro di crisi geopolitiche e riassetti geoeconomici che stanno ridefinendo le rotte dei traffici marittimi a livello globale. A causa delle problematiche legate alla sicurezza dei choke point – in particolare il Canale di Suez e lo stretto di Hormuz – e di conseguenza alla fluidità dei trasporti, oggi assistiamo ad una contrazione del 10% in termini di export e ad una riduzione del 4% sull’importazione del greggio dal Medioriente.
In uno scenario così complesso, il settore dello shipping deve affrontare una sfida importante: adattarsi al cambiamento, trasformando la crisi globale in una nuova opportunità di sviluppo. Sono necessari, oggi più che mai, investimenti e apertura a nuovi mercati. Inoltre, la tanto augurata decarbonizzazione non deve ottenersi a scapito della competitività dello shipping.
Il futuro del trasporto marittimo nel Mediterraneo andrà costruito affrontando tre aspetti fondamentali.
- L’attuale vulnerabilità delle rotte commerciali, che influenza le catene di approvvigionamento, i costi del nolo e la sicurezza della navigazione;
- Il ruolo dei porti della sponda Nord del Mediterraneo, che deve essere riorganizzato in termini di logistica e infrastrutture a causa dei cambi di rotta transoceanici;
- Gli equilibri economici, con focus sul ruolo dell’Europa in termini di sicurezza energetica, autonomia industriale e centralità logistica del Mediterraneo.
Al dibattito, che ha delineato le opportunità e i rischi di questo scenario complesso, hanno preso parte: Athanasios Porfyris (CEO, Port of Igoumenitsa), Davide Gariglio (Chairman, Port System Authority of the North Tyrrhenian Sea), Matteo Paroli (Chairman, Port System Authority of the West Ligurian Sea), Domenico Bagalà (Chairman, Port System Authority of the Sea of Sardinia), Ana Nuñez Velasco (Director General, Spanish Merchant Navy), Chris Bonett (Minister of Sustainable Mobility, Malta), Eugenio Grimaldi (Head of Office Short Sea North/South Lines, Grimaldi Group).
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-TERZO PANEL: “AUTOMOTIVE SEABORNE TRADE: A CHALLENGING WORLD”
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Il comparto Car Carrier e Ro-Ro, ossia il trasporto marittimo di veicoli, vive una fase di profonda riorganizzazione, a seguito delle trasformazioni affrontate dall’industria automotive e dall’intera catena logistica globale.
Trasportare veicoli via mare non è mai stato così strategico e, nel contempo, così complesso: mentre l’industria dell’auto affronta la transizione verso l’elettrico con nuovi player che si affacciano sul mercato, il trasporto via mare vive un momento storico in cui risulta vitale adattarsi a nuovi standard di sicurezza, confrontarsi con mercati fortemente volatili e interpretare una domanda in continua evoluzione.
Dal dibattito sono emersi i tre elementi strategici che stanno ridefinendo il comparto Car Carrier e Ro-Ro.
- riconfigurazione dei flussi e capacità di stiva, nella consapevolezza dell’ascesa di nuovi mercati produttori ed esportatori, specialmente dal Sud Est Asiatico, che sta modificando le rotte tradizionali;
- sicurezza e nuove tecnologie di propulsione, con le sfide operative legate al trasporti di auto elettriche, alla gestione delle nuove batterie al litio e alle normative per la decarbonizzazione delle flotte di navi;
- resilienza della catena logistica che punta ad integrare trasporto marittimo, terminal portuali e connessioni terrestri per garantire consegne tempestive in un mercato globale e interconnesso.
Sulle soluzioni strategiche, tecnologiche e operative messe in campo dagli operatori del settore per costruire la logistica automotive del futuro si sono confrontati: Le Ahn Thien Thu (Director of Global Logistics, Vinfast), Frank Schnelle (Executive Director, ECG), Alessandro Furnò (Vice President, Global Supply Chain & Purchasing, Leapmotor International), Luigi Pacella Grimaldi (Automotive Intercontinental Director, Grimaldi Group).











