TPL e PNRR: a Napoli il nodo è l’intermodalità. Senza integrazione ferro gomma il salto modale si ferma al 2,8%

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Lo studio del Politecnico di Milano “Politiche per la diversione modale a favore del Trasporto Pubblico Locale” presentato al Convegno annuale di ANAV evidenzia che, nonostante gli investimenti in corso sul trasporto pubblico, il passaggio dall’auto al TPL si ferma al +2,8%, ancora distante dal target del +10% previsto dal PNRR

Il dato assume particolare rilievo anche per Napoli, una delle città maggiormente interessate dagli investimenti sul trasporto rapido di massa

Sono infatti in corso importanti interventi di estensione della rete metropolitana, tra cui il collegamento Centro Direzionale–Capodichino, il completamento della Linea 11 tra Piscinola, Scampia e Di Vittorio e il progetto della Linea 10 verso Afragola. Accanto alle nuove linee, è prevista la realizzazione di una nuova autostazione e un nuovo parcheggio di interscambio.

Tuttavia, proprio l’analisi sulle nuove infrastrutture evidenzia una criticità: diverse stazioni risultano oggi poco servite dal trasporto di superficie, limitando l’effettiva accessibilità del sistema.  Per Napoli, come per gli altri grandi sistemi urbani, la priorità diventa quindi l’integrazione ferro‑gomma. Il potenziamento dei servizi di adduzione, dei nodi di interscambio e dei collegamenti con il territorio consentirebbe infatti di estendere i benefici delle nuove linee anche alle aree periferiche e metropolitane. Lo studio stima, complessivamente, la necessità di +30 milioni di bus‑km annui e circa 880 autobus aggiuntivi per sviluppare servizi di adduzione efficaci. L’impatto sarebbe significativo: la diversione modale salirebbe dal 2,8% al 3,5%, aumentando ulteriormente l’attrattività del trasporto pubblico e riducendo la dipendenza dall’auto privata.

«Le grandi opere non bastano: senza intermodalità il salto modale resta limitato» – ha dichiarato Serena Lancione, Presidente ANAV. «Anche a Napoli è fondamentale accompagnare gli investimenti con servizi di adduzione e risorse stabili».

A livello nazionale, lo studio evidenzia la necessità di rafforzare le risorse destinate al settore, attraverso maggiori finanziamenti per l’esercizio, il rinnovo delle flotte e lo sviluppo dell’intermodalità. Solo affiancando alle grandi opere una rete di servizi capillare ed efficiente sarà possibile trasformare anche per Napoli gli investimenti del PNRR in un effettivo cambiamento delle scelte di mobilità dei cittadini.

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