IV Corso “Sicurezza subacquea, infrastrutture strategiche e nuove economie e comunicazini del mare” dell’Avv. G. Graziano

BROCHURE IV CORSO SQ4

Diritto, geopolitica, protezione dei cavi sottomarini, innovazione tecnologica e competenze professionali al centro del percorso formativo in programma da dicembre 2026 a giugno 2027

La dimensione subacquea si conferma uno degli ambiti nei quali si intrecciano sicurezza nazionale, competizione geopolitica, innovazione tecnologica e sviluppo economico

Dai cavi per le telecomunicazioni alle infrastrutture energetiche, dalle attività industriali sui fondali alle nuove applicazioni digitali, il dominio underwater richiede strumenti normativi, capacità operative e competenze specialistiche sempre più integrate.
È in questo scenario che si inserisce il IV Corso multidisciplinare sulla sicurezza subacquea, dedicato al diritto e all’economia della dimensione subacquea, allo sviluppo tecnologico, alle comunicazioni e alle nuove competenze professionali. Il percorso, previsto da dicembre 2026 a giugno 2027, si articola in 12 lezioni frontali, per un totale di 36 ore, con la partecipazione di esperti del settore e interventi di amministratori e dirigenti di aziende e amministrazioni operanti nell’ambito di riferimento.
Il corso è promosso con la direzione dell’avvocato Giuseppe Graziano, in qualità di promotore e direttore, e del dottor Andrea Torresi, direttore organizzativo. Il comitato scientifico comprende il contrammiraglio Edoardo Balestra, i professori Giuseppe Bettoni, L. Sergio Germani, Marco Lacchini e Vittorio Pagliaro, oltre all’ammiraglio e professore Ferdinando Sanfelice di Monteforte.
Il quadro normativo italiano e la necessità di un sistema organico
Uno dei principali assi di approfondimento riguarda la disciplina nazionale della sicurezza delle attività subacquee, con particolare riferimento alla legge 26 gennaio 2026, n. 9, indicata nel programma come ASAS.
L’analisi parte dall’iter legislativo avviato con il disegno di legge del 27 settembre 2024 e proseguito con il DDL 1462, per esaminare l’ambito di applicazione della normativa, le competenze della Presidenza del Consiglio dei ministri e l’organizzazione delle funzioni di coordinamento e controllo.
Particolare attenzione è riservata ai profili regolatori e autorizzatori, agli standard tecnici di sicurezza, alla disciplina dei mezzi e delle infrastrutture subacquee e alla gestione delle interferenze tra attività diverse nello spazio underwater. Un ambito nel quale la chiarezza delle responsabilità e il coordinamento tra soggetti pubblici e privati assumono un ruolo centrale.
Il programma individua, inoltre, limiti di completezza e di formulazione tecnica nella legislazione del 2026, prospettando la necessità di un intervento integrativo finalizzato alla costruzione di un sistema normativo più organico, definito nella proposta progettuale Corpus Juris della Dimensione Subacquea – SUBAQUANEUM NOSTRUM.
La questione non è soltanto giuridica. La disponibilità di regole coerenti e di procedure applicabili rappresenta un elemento rilevante per la sicurezza delle infrastrutture, l’attività delle imprese e lo sviluppo di nuove applicazioni industriali.
Cavi sottomarini e infrastrutture critiche: la sicurezza oltre la superficie
La protezione dei fondali viene affrontata come componente del sistema integrato di sicurezza marittima, considerando congiuntamente safety, security e cybersecurity.
I cavi sottomarini costituiscono uno dei temi centrali del percorso. La loro rilevanza per le comunicazioni e per la connettività internazionale rende necessario affrontare non soltanto gli aspetti tecnici della protezione, ma anche il regime giuridico, le attività di sorveglianza e le strategie di prevenzione delle interferenze.
Il programma collega questi temi al perimetro della sicurezza nazionale, alla cooperazione informativa e alla prevenzione e al contrasto delle minacce riconducibili alla guerra ibrida. L’attenzione si estende alle infrastrutture energetiche e di comunicazione, alla pianificazione degli spazi marittimi e alla resilienza delle filiere.
Ne deriva una prospettiva nella quale la sicurezza non coincide esclusivamente con la protezione fisica delle infrastrutture. Comprende anche la capacità di individuare le vulnerabilità, coordinare le informazioni, predisporre contromisure e assicurare la continuità dei servizi essenziali.
Geopolitica dei fondali e ruolo strategico del Mediterraneo
La dimensione subacquea è anche uno spazio di competizione tra potenze. La geografia dei fondali, il controllo delle aree marine e l’importanza strategica degli stretti e dei principali punti di passaggio marittimo costituiscono elementi di un quadro geopolitico in evoluzione.
Il corso dedica un approfondimento alle strategie delle grandi potenze e degli attori emergenti, con un focus sul Mediterraneo e sul ruolo dell’Italia. Accanto alla componente geografica e militare, viene esaminata la competizione tecnologica e digitale, definita nel programma come tecno-geopolitica.
Le tecnologie critiche sottomarine e le attività di intelligence rispetto alle minacce alle infrastrutture sono parte di questo scenario. L’obiettivo del percorso è mettere in relazione la conoscenza dei fondali con l’analisi delle vulnerabilità e con le possibili misure di sicurezza, in una prospettiva che coinvolge competenze tecniche, giuridiche e strategiche.
Dalla governance internazionale alla tutela del sottomare
Il programma amplia l’analisi al contesto internazionale e sovranazionale, richiamando la dichiarazione congiunta di New York sulla sicurezza e la resilienza dei cavi sottomarini in un mondo digitalizzato, del 26-27 settembre 2024.
Tra gli argomenti figurano l’esigenza di ammodernamento e implementazione della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, nota come UNCLOS, il ruolo dell’Autorità internazionale dei fondali marini (ISA) e la prospettiva di un’evoluzione del diritto del mare verso una disciplina più articolata della dimensione sottomarina.
Sono inoltre previsti approfondimenti sulla tecnologia marina nel quadro del Trattato ONU sull’alto mare, sul regolamento europeo 1689/2024 relativo alle regole armonizzate sull’intelligenza artificiale, sulle iniziative normative statunitensi in materia di sicurezza dei cavi sottomarini e sullo studio batimetrico dei fondali.
La prospettiva di una convenzione internazionale dedicata ai cavi sottomarini completa il quadro delle questioni affrontate. Si tratta di temi che chiamano in causa la cooperazione tra Stati e la necessità di strumenti capaci di confrontarsi con infrastrutture che attraversano giurisdizioni e spazi marittimi differenti.
Economia underwater: dalle infrastrutture alle nuove attività industriali
Accanto alla sicurezza, il corso affronta la dimensione economica del mare, con riferimento alla legge 7 maggio 2026, n. 70, sulla valorizzazione della risorsa mare.
Il programma considera le attività subacquee ricreative, la tutela del patrimonio ambientale e culturale, le Zone di Interesse Turistico Subacqueo, la pianificazione dello spazio marittimo e il coordinamento delle politiche del mare. Sono inclusi anche la navigazione, la nautica da diporto, la cantieristica e il sistema dei controlli e delle sanzioni.
Un secondo filone riguarda le attività economiche derivanti dallo sviluppo tecnologico. Tra queste figurano la protezione delle infrastrutture di rete, lo sfruttamento delle materie prime critiche presenti nei fondali, le attività estrattive underwater e il riutilizzo delle piattaforme offshore per la coltivazione di idrocarburi e delle infrastrutture connesse.
Il programma richiama inoltre la riconfigurazione delle catene di approvvigionamento, l’Internet of Underwater Things (IoUT) e il ruolo delle imprese pubbliche e private, dalle grandi aziende alle PMI, in Italia, nell’Unione europea e nel quadro dell’Alleanza euro-atlantica.
Il punto di contatto tra sviluppo industriale e tutela ambientale è particolarmente significativo. La valorizzazione economica dei fondali richiede infatti un confronto con le esigenze di protezione dell’ecosistema marino, con la sicurezza delle infrastrutture e con la sostenibilità delle attività. Il percorso formativo affronta queste questioni senza separare la prospettiva economica da quella regolatoria e ambientale.
Tecnologia e nuove professionalità: la formazione come infrastruttura strategica
Il quarto asse tematico riguarda lo sviluppo tecnologico, la Blue Education e le competenze professionali necessarie per operare nella dimensione subacquea.
Il programma approfondisce le disposizioni della legge 9/2026 relative allo sviluppo delle tecnologie subacquee e alle attività subacquee e iperbariche. Tra gli argomenti figurano i lavori specializzati, i requisiti degli operatori, il registro previsto dalla normativa, la formazione, la sorveglianza sanitaria e il libretto personale informatico.
Sono inoltre esaminati la regolamentazione tecnica delle imprese subacquee e iperbariche, il sistema sanzionatorio e le disposizioni della legge 70/2026 dedicate alle attività subacquee ricreative, agli istruttori, alle guide e ai centri di immersione e addestramento.
Il programma richiama anche la necessità di decreti attuativi e di linee guida per la formazione delle nuove figure professionali. È un passaggio rilevante, perché l’evoluzione delle tecnologie e delle attività economiche richiede competenze adeguate non soltanto sul piano tecnico, ma anche sotto il profilo della sicurezza sul lavoro, della conformità normativa e della gestione dei rischi.
In questo contesto, la formazione rappresenta un elemento di raccordo tra innovazione, applicazione delle regole e capacità delle imprese di sviluppare attività specialistiche.
Un approccio multidisciplinare a un settore in evoluzione
L’impostazione del IV Corso multidisciplinare parte dal presupposto che la sicurezza subacquea non possa essere affrontata attraverso una sola disciplina. Diritto, geopolitica, tecnologie, economia, tutela ambientale e formazione professionale concorrono a definire un sistema nel quale la protezione delle infrastrutture e lo sviluppo delle attività produttive risultano strettamente collegati.
Il percorso si svolgerà presso il Centro Competenze e Formazione Medichini, in via Golametto 2A, a Roma, con lezioni previste il venerdì mattina dalle 9.30 alle 13.00. È prevista anche la partecipazione da remoto in diretta tramite Zoom Workplace.
Il corso è a numero chiuso, con ammissione subordinata a una selezione.
La sfida che attraversa i diversi ambiti del programma è la costruzione di una capacità di governo della dimensione subacquea in grado di coniugare sicurezza, cooperazione istituzionale, innovazione e sviluppo economico. Un obiettivo che richiede regole adeguate, infrastrutture resilienti e professionalità specializzate, in un settore destinato a mantenere un ruolo rilevante nelle strategie marittime e industriali.

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