L’IMPEGNO DI ARPAT PER IL MARE DELLA TOSCANA

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Le analisi “2022 – 2024″ di ARPA Toscana confermano che il mare toscano mantiene una buona qualità ecologica, sebbene con un leggero peggioramento rispetto agli anni precedenti

La situazione è invece più critica per quanto riguarda la qualità chimica, che si conferma “non buona” in tutti i tratti costieri monitorati

 

Nel triennio 2022–2024 i 16 corpi idrici costieri analizzati mostrano un quadro ecologico complessivamente positivo: 37,5% in stato elevato, 37,5% in stato buono e 25% in stato sufficiente. Per il dodicesimo anno consecutivo, lo stato chimico delle acque toscane resta “non buono”. Le analisi rilevano la presenza di sostanze persistenti sia in acqua che negli organismi marini.

Le pressioni ambientali che interessano la costa toscana sono molte e ben note:

  • apporti di nutrienti e inquinanti da fiumi e scarichi
  • porti, dragaggi e modifiche della morfologia costiera
  • attività industriali e traffico marittimo
  • pesca e maricoltura
  • prelievi idrici e presenza di dissalatori.

Tra le principali fonti di pressione: Magra, Serchio, Arno, Cecina, Bruna, Ombrone, Albegna, le lagune di Orbetello e Burano, e i poli portuali di Marina di Carrara, Livorno, Piombino, Portoferraio e Rosignano Solvay.

Dopo quasi dieci anni di attività con l’attuale rete, ARPAT ha presentato alla Regione Toscana una proposta di ripensamento del monitoraggio marino-costiero, con l’obiettivo di rendere i controlli più coerenti con le reali pressioni ambientali. In sostanza, la proposta dell’Agenzia mira a realizzare un sistema di monitoraggio più flessibile, più preciso e orientato alle reali esigenze di tutela del mare toscano.

Tra le novità: una stazione davanti alla foce dell’Arno al posto di quella del Fiume Morto, ripristino del monitoraggio vicino al porto di Livorno, stazioni spostate verso l’area portuale di Piombino per monitorare meglio traffico e attività industriali ed eliminazione del monitoraggio presso “Costa dell’Uccellina”, accorpandolo alla “Costa dell’Ombrone”. Inoltre, riorganizzazione dei punti di monitoraggio dell’Arcipelago Toscano, suddividendo l’area in: arcipelago toscano Nord (Elba Nord, Capraia, Gorgona) e Sud (Elba Sud, Pianosa, Montecristo, Giglio, Giannutri).

Un capitolo fondamentale riguarda, poi, il monitoraggio del bioaccumulo nei molluschi, sentinelle preziose della qualità chimica del mare.

Proteggere il mare e la sua biodiversità significa conoscere ciò che accade lungo le nostre coste, leggere i segnali che ci arrivano dagli ecosistemi e trasformarli in informazioni utili. Per questo tra i compiti dell’Agenzia, c’è anche quello di monitorare i cetacei spiaggiati e le nidificazioni della tartaruga marina Caretta caretta.

Il 2024 si chiude con 37 cetacei spiaggiatilungo le coste della Toscana. Una cifra elevata, in linea con un trend crescente nell’ultimo triennio (16 casi nel 2022, 23 nel 2023 e 37 nel 2024). A dominare la scena sono come sempre i delfinidi, che rappresentano circa il 92% dei ritrovamenti. La dinamica non sorprende: si tratta delle specie più abbondanti nel Mediterraneo nord-occidentale, ma l’incremento registrato tra 2022 e 2024 non ha ancora spiegazioni certe.  Il 32% degli spiaggiamenti si concentra tra giugno e agosto, periodo in cui aumenta l’attività in mare, il traffico nautico e le interazioni con i grandi vertebrati marini. Per la nidificazione delle tartarughe Caretta caretta, invece, il 2025 segna un record storico sia in Toscana sia nel resto d’Italia. Sul territorio regionale sono stati registrati 37 nidi, così distribuiti: 11 nidi a Livorno, 9 a Grosseto, 9 a Massa-Carrara, 6 a Lucca e 2 a Pisa. Sul bilancio riproduttivo, i dati preliminari indicano: 51% dei nidi senza nascite, 49% con schiuse, per un totale di 1.156 tartarughine nate, di cui 1.060 emerse autonomamente.

Per comprendere meglio questa stagione straordinaria, ARPAT ha raccolto alcune riflessioni di Sandra Hochscheid, ricercatrice della Stazione Zoologica Anton Dohrn e responsabile scientifica del progetto europeo Life Turtlenest, coordinato da Legambiente, al quale l’Agenzia partecipa come partner tecnico.

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