Varata la Cruise Olympia, un gioiello navale

 
Napoli - Varata recentemente la nave Cruise Olym­pia di Minoan Lines, la compagnia greca controllata dal Gruppo Grimaldi, quarta gemella costruita da Fincantieri di Castellammare, ma ultima nave in lavorazione per le maestranze del cantiere che, entro giugno 2010 salvo l’arrivo di nuovi ordini immediatamente cantierabili, arriveranno a 480 cassaintegrati sui circa 700 lavoratori diretti (e circa 1000 indiretti, di cui molti già in cassa integrazione in deroga). Cruise Olympia entrerà in servizio in affiancamento alla gemella Cruise Europa, sulla linea Ancona-Igoumenitsa-Patrasso, con i suoi 225 metri di lunghezza, 55.000t di stazza lorda per una capacità di 3000 passeggeri e 3000 metri lineari di stiva, percorrendo l’intera tratta in sole 22 ore alla velocità di 28 nodi, con il confort di una nave da crociera di ultimissima generazione ed il costo calmierato del low cost.
Un gioiello navale, frutto della volontà imprenditoriale del gruppo partenopeo che persevera in innovazione ed inve­stimenti coniugando le esigenze collettive ambientali sempre più pressanti al business di impresa; realizzato dall’abilità tecnica delle maestranze del cantiere che nonostante l’incertezza sul futuro per gli scarichi di lavoro determinato dal crollo degli ordinativi di nuove navi (-81% a livello mondiale nei primi 8 mesi di quest’anno) non hanno disatteso le scadenze.
Apprezzando questa scelta del sindacato metalmeccanico unitario e dei lavoratori, Emanuele Grimaldi, coammi­nistratore del gruppo di famiglia, durante la cerimonia del varo ha commentato che in tempi di crisi mantenere gli impegni e gli elevati standard qualitativi di produzione è la “Migliore pubblicità che si possa fare” per mantenersi sul mercato, adottando gli strumenti per combatterla che guardino alle nuove opportunità di crescita futura.
In questo senso, è necessaria l’introduzione comunitaria della rottamazione obbligatoria delle navi sub standard, attraverso la loro inibizione ai porti UE, per alimentare la richie­sta di nuove navi ai cantieri, a beneficio di tutti, anche dell’impatto ambientale.
Su questo punto l’AD di Fincantieri, Giuseppe Bono, molto chiaramente ha auspicato che gli armatori non tra­du­cano la rottamazione in ridimensionamento delle capa­cità di stiva e rinvio a tempi migliori degli ordini di nuove navi sostitutive, ma ha anche aggiunto che nelle misure anticicliche è fondamentale la domanda pubblica, anche attraverso l’anticipazione degli ordini.
“Le navi che prenderemo saranno ripartite su tutti i cantieri e potete essere certi che questa è una promessa che sarà mantenuta” ha continuato rivolgendosi alle maestranze del cantiere stabiese a zero ordini, impegnandosi a non chiudere alcun sito produttivo Fincantieri, che in Italia conta 8 stabilimenti e occupa oltre 9000 unità dirette. “Non licenzieremo” ha continuato “ma faremo quel “cantiere unico” che abbiamo sempre detto”.
Da parte della direzione, Bono ha dichiarato la massima disponibilità a praticare le condizioni più convenienti possibili per incoraggiare gli ordini di nuove commesse.
 
Intanto, la Regione Campania ha stanziato lo scorso settembre 300 mila euro di fondi PASER (Piano di Azione per lo Sviluppo Economico Regionale) a favore dell'Autorità Portuale di Napoli, soggetto attuatore della realizzazione di uno studio di fattibilità di un bacino di carenaggio aggiuntivo, dando così seguito al documento programmatico siglato da Enti locali, AP di Napoli e Fincantieri, sullo sviluppo della cantieristica navale di Castellammare di Stabia siglato in aprile 2008.
Il bacino di carenaggio allo studio è finalizzato all’aumento della capacità di stazza del cantiere per spostarlo sul mercato internazionale delle nuove costruzioni, ma anche in risposta, come si legge da un comunicato ufficiale della Regione, alla crescente esigenza di infrastrutture per le grandi riparazioni navali.
Nell’immediato, il 10 dicembre prossimo a Roma ci sarà un nuovo incontro al Ministero per le attività produttive, a seguito di un’occupazione della sede romana da parte di RSU, rappresentanti sindacali regionali e del Sindaco di Castellammare Vozza, con il Ministro Scajola in persona, che finora al Tavolo aveva delegato funzionari e tecnici, sulla questione di ordini pubblici di nuove navi immediatamente cantierabili, intanto che l’economia riparta e con essa gli ordini di nuove navi da parte degli armatori privati, per scongiurare la messa su strada di migliaia di persone e la perdita irreversibile di un know how professionale ed umano di eccellenza mondiale.
Giovanna Visco
 
 
Cantieri del Mediterraneo contro il procedimento dell’Antitrust
 
L’Autorità Garante della Con­cor­renza e del Mercato ha chiuso il procedimento su Cantieri del Mediterraneo SpA (CAMED) ed il mercato delle riparazioni navali del porto di Napoli, rilevandone una parziale posizione dominante e l’esercizio di alcuni abusi.
In particolare, assumendo che CAMED è titolare dell’unico bacino di grandi dimensioni presente nel porto di Napoli, l’Antitrust l’ha condannata per non aver acconsentito alla prenotazione, superiore al limite massimo dei 30 giorni fissati dal regolamento bacini vigente nel porto di Napoli, del concorrente La Nuova Meccanica Navale (NMN). Sul piano temporale, l’An­titrust ha collocato tale abuso a partire dal 2007, allorquando CAM­ED aveva smesso di accettare do­mande di immissione in bacino di oltre 30 giorni, su indicazione della stessa Autorità portuale.
Contemporaneamente, il provvedimento finale esclude gli altri abusi inizialmente ipotizzati. Infatti, è stato escluso quello di posizione dominante relativo al mancato accesso di riparatori terzi agli spazi a terra di cantiere e alle banchine in concessione, sostenuto dalla de­nun­ciante NMN, a valle del rilascio di altre concessioni a favore sia NMN che di altri riparatori navali napoletani.
Inoltre viene dato atto del pieno rispetto di CAMED degli obblighi previsti sia dalla propria concessione che dal regolamento bacini. Tuttavia, applicandole una san­zio­ne pecuniaria, l’Antitrust nel suo provvedimento ha ritenuto che Cantieri del Mediterraneo doves­sero “fare di più” per garantire la concorrenza endoportuale partenopea. E’ significativo il fatto che CAMED sia stata ritenuta in posizione dominante dall’Antitrust sulla scorta delle dichiarazioni rese dall’attuale Presidente dell’Auto­rità portuale di Napoli, il quale, contraddicendo quanto dichiarato dal suo predecessore, ha escluso che negli spazi acquei napoletani attualmente possano essere collocati altri bacini di grandi dimensioni.
90 giorni è il termine temporale che l’Antitrust ha imposto a CAMED per porre fine alla situazione, che coincide anche con quello previsto per la dismissione del bacino n. 5, che CAMED, dopo l’arenamento delle trattative della sua cessione all’Autorità portuale, è stata costretta a vendere ad un compratore estero, per venire incontro alle esigenze dell’Autorità garante.
Alla luce di tutti questi fatti, i Cantieri del Mediterraneo preannunciano la volontà di impu­gnare il provvedimento e di difendere i propri diritti ed interessi di impresa che non ha violato né la concessione né il regolamento bacini.
Il porto di Napoli – e la gestione dei bacini di carenaggio – restano una singolare eccezione nel panorama nazionale ed europeo. I Cantieri del Mediterraneo, per poter dare uniformità di disciplina a un comparto che, certamente, non ha dimensioni locali, sono convinti che a questo punto la partita dovrebbe spostarsi su un tavolo più ampio, quello del Ministero competente, come tra l’altro, la stessa Antitrust auspica tra le righe del proprio provvedimento.
 
 
Anche Confitarma lancia l’allarme sulla ristrutturazione dei comitati portuali e chiede la cancellazione dell’art.3 dello schema di decreto
 
ROMA - L’art. 3 dello schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento in materia di Enti pubblici non economici vigilati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti prevede una modifica all'art.9 della Legge n.84 del 1994, che comporta la riduzione da sette a quattro del numero dei rappresentanti delle imprese e dei lavoratori nell'ambito dei Comitati delle Autorità portuali. Con tale decreto si intende procedere al riordino di Enti pubblici non economici vigilati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti “al fine di ridurre il complesso della spesa di funzionamento delle amministrazioni pubbliche'.
Per evitare di compromettere il regolare funzionamento del più importante organo di governo dei porti nazionali, il 24 novembre, Nicola Coccia, Presidente di Confitarma ha scritto una lettera ai Ministri delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli, per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, Renato Brunetta e per la Semplificazione Normativa, Roberto Calderoli, nonché al Presidente del Consiglio di Stato Paolo Salvatore, con la quale chiede che venga cancellato l’art. 3 dal testo dello schema di decreto.
Confitarma ritiene infatti che tale modifica comprometta seriamente il delicato equilibrio voluto dal legislatore per realizzare una forma di 'amministrazione partecipata' rivelatasi negli anni essenziale per garantire la più ampia trasparenza e partecipazione all'attività delle Autorità portuali.
Se lo scopo che si intende perseguire è quello di ridurre la spesa di funzionamento delle Autorità portuali, la riduzione dei rappresentanti oltre ad essere dannosa per la gestione dei porti risulta anche inutile. Basterebbe infatti escludere l’erogazione di qualsiasi compenso a favore di tali rappresentanti, compenso peraltro già oggi estremamente contenuto.
“L'importanza politica connessa alla presenza dei rappresentanti del mondo imprenditoriale e del lavoro nei Comitati portuali – afferma Nicola Coccia - non può essere compromessa per finalità puramente economiche che peraltro avrebbero un effetto minimo sull'economia complessiva delle Autorità portuali”.
Inoltre, dal punto di vista funzionale, la modifica che si intenderebbe introdurre risulta del tutto inapplicabile in quanto i quattro rappresentanti delle imprese dovrebbero essere designati da sette categorie imprenditoriali rendendo di fatto impossibile alle Autorità portuali procedere alla loro nomina in assenza di criteri selettivi difficilmente individuabili. Nell'impossibilità di nominare tali rappresentanti verrebbe di fatto a mancare una componente essenziale per il regolare funzionamento del Comitato.
Infine, il Presidente di Confitarma, sottolinea che il Parlamento, da tempo impegnato nel progetto di riforma della citata legge n. 84/94, non ha mai previsto nei vari progetti di legge di revisione una modifica cosi radicale dell'art. 9 della legge n.84 del 1994.
 
 
I TERMINAL PORTUALI ITALIANI RISCHIANO LA PARALISI
 
PORTI A RISCHIO PARALISI per il decreto che trasferisce la Sicurezza dalle Capitanerie alle Questure
 
ROMA - A sorpresa con un decreto pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 5 novembre e i cui contenuti sono diventati evidenti in queste ore, il ministero degli Interni ha azzerato di fatto tutte le normative e le metodologie di security sulla base delle quali in questi anni i singoli gestori di terminal portuali (anche affrontando consistenti investimenti) avevano ottemperato alle normative internazionali sulla sicurezza e sulla prevenzione in particolare contro il pericolo terrorismo.
Il decreto prevede che la security anche nei terminal portuali debba essere affidata a Guardie Particolari Giurate, esattamente come accade negli aeroporti (che hanno problematiche e dinamiche operative profondamente differenti) e che la definizione delle modalità di espletamento dei controlli di sicurezza sia di competenza del Questore. Il personale di security dovrebbe quindi rispondere gerarchicamente e organizzativamente alla Polizia di Stato.
Con il decreto appena pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale vengono di fatto azzerate le competenze delle Capitanerie di porto e tutto quanto previsto dal Programma nazionale di sicurezza marittima emanato con decreto del 20 giugno 2007 dal ministero dei Trasporti in ottemperanza alle normative internazionali in materia.
Sparirebbe quindi il Port Facility Security Plan e anche il Port Facility security officer, ovvero quegli strumenti operativi pianificati e realizzati per realizzare forme di security efficaci, compatibili con l’attività di un terminal portuale.
Di fatto già oggi i terminal (con un folle aggravio di costi) dovrebbero dotarsi di un mini esercito di guardie giurate e sperare che la Questura ponga in essere metodi organizzativi compatibili con l’operatività del terminal. Una urgentissima richiesta di spiegazioni è stata presentata separatamente da Confetra, Assoporti, e dalle due associazioni dei terminalisti portuali Assologistica e Assiterminal, che hanno chiesto l’immediata convocazione del Comitato interministeriale di sicurezza marittima.8 vedi allegati )
  • Il rischio immediato è quello di un blocco totale dei terminal
  • Il secondo quello di un devastante conflitto di competenze fra Autorità marittime, Questure e Polizia di Stato
  • Il terzo di un brusco e insopportabile aggravio di costi dei terminal costretti a dotarsi di guardie giurate in numero fuori controllo
Il quarto di un paradossale vuoto giuridico istituzionale fra quanto fissano le convenzioni internazionali, quanto previsto dal decreto del 2007 applicativo di queste convenzioni e il recente decreto del ministero degli Interni.
 
 
Il Comitato Portuale approva il bilancio di previsione 2010
 
Dassatti: “l’anno 2010 cruciale per conservare posizioni e prevedere nuovi sviluppi”
 
NAPOLI - “Il 2010 sarà un anno cruciale per il porto di Napoli. Dovremo riuscire a conservare le posizioni acquisite e puntare su ulteriori sviluppi” Il Presidente dell’Autorità Portuale di Napoli, Luciano Dassatti, lo ha dichiarato presentando ai membri del Comitato Portuale, il 30 ottobre scorso, la relazione di accompagnamento al bilancio di previsione 2010.
“Dovremo proseguire nel potenziamento infrastruttruale, così come previsto nel nostro piano annuale delle opere e nel piano triennale 2010-2012, cogliere al contempo le opportunità offerte dalla domanda di trasporto ferroviario e dall’evoluzione degli assetti di governance dei porti ( maggiore snellezza amministrativa).”
Conclusa la parte programmatica della relazione, il Presidente ha esposto il documento finanziario dell’Ente soffermandosi su alcune voci rilevanti di bilancio.
A partire dagli investimenti, a cui sono destinati euro 76.671.655,00. Il bilancio prevede, poi, un avanzo di cassa di 77.459.117,00 di euro, un avanzo economico di euro 1.275.066,00 e euro 46.634.529,00 come avanzo finanziario.
Il Comitato Portuale ha approvato all’unanimità il bilancio di previsione e ha deliberato anche sul piano annuale delle opere 2010 e su quello triennale 2010-2012.(euro 649.261.655,00)
 Il Presidente si è soffermato sulle opere infrastrutturali da realizzare precisando che “nel corso del prossimo esercizio si procederà alla stesura di un documento di fattibilità delle iniziative previste e ad un quadro delle proprietà progettuali per avere la possibilità di verificare periodicamente lo stato dei lavori e la tempistica.”
 Le priorità infrastrutturali saranno nell’ordine: l’adeguamento dell’accessibilità marittima (dragaggi); l’adeguamento dell’accessibilità terrestre (linea ferroviaria); il waterfront.
 
MSC splendida approda a Napoli
 
L’ammiraglia della MSC Crociere resterà posizionata nel capoluogo partenopeo per tutta la stagione invernale 2009/2010
 
NAPOLI - È approdata il 26 novembre scorso e per la prima volta nel porto di Napoli MSC Splendida, inaugurata a Barcellona lo scorso 12 luglio. Alle ore 11.00 presso L’Aft Lounge, ha avuto luogo il tradizionale scambio di crest tra Leonardo Massa, Direttore Commerciale Sud Europa di MSC Crociere, il Comandante della nave Giuliano Bossi e le Autorità Locali. MSC Splendida, insieme alla sua gemella MSC Fantasia, è la più grande nave mai commissionata da un armatore europeo e vanta numeri da record: misura 137.936 tonnellate di stazza, 333 metri di lunghezza, 66,8 metri di altezza per una superficie totale pari a 450.000 mq. Viaggia alla velocità massima di 23,3 nodi e può trasportare fino a 3.959 passeggeri all’interno delle sue 1.637 cabine, tra cui 1.151 esterne con balcone e 107 suite, di cui 99 presso il prestigioso MSC Yacht Club. L’ammiraglia di MSC Crociere ha effettuato il suo primo scalo a Napoli, nel corso della crociera di 11 giorni e 10 notti alla scoperta di Grecia, Egitto e Creta e che tocca la città partenopea altre 9 volte prima di cambiare itinerario per la stagione estiva. Per tutta la stagione invernale 2009/2010, MSC Splendida sarà posizionata a Napoli, da dove alternerà ben due differenti itinerari, di 12 giorni, alla scoperta delle meraviglie del Mediterraneo Orientale, con partenza da Genova il 9, 20 e 31 gennaio, l’11 e 22 febbraio, il 5 e 16 marzo 2010 verso Grecia, Egitto, alta, Israele e Tunisia, con possibilità di imbarco da Napoli il giorno precedente. Terminata la programmazione invernale, il porto di Napoli vedrà invece il posizionamento di MSC Fantasia, inaugurata proprio a Napoli lo scorso 18 dicembre, che effettuerà 32 scali nel corso delle crociere di 8 giorni nel Mediterraneo Occidentale per l’estate 2010, con partenze dal 28 marzo fino al 31 novembre 2010. Anche MSC Sinfonia, una volta terminata la stagione invernale in Sud Africa, toccherà il porto di Napoli 23 volte nel corso delle sue crociere di 8 giorni dal 24 aprile al 25 settembre 2010 tra Montecarlo, Spagna, Baleari e Tunisia.
“Per la nostra Compagnia Napoli riveste un ruolo fondamentale per il bacino d’utenza del sud Italia e ha un’ importanza strategica per tutte le crociere nel Mediterraneo – ha dichiarato Leonardo Massa, Direttore Commerciale Sud Europa di MSC Crociere. Nel 2010 le nostre navi avranno effettuato nel capoluogo campano 65 scali, per un totale di 250.000 passeggeri movimentati. La storia del nostro successo è iniziata da Napoli e la centralità del capoluogo campano nei piani di sviluppo della Compagnia è testimoniata inoltre dal forte legame con le istituzioni locali e dall’entusiasmo che ci manifestano i nostri partner commerciali sul territorio”.
 
 
Costa Deliziosa: prove in mare superate con successo.
Pronta per il debutto a Dubai
 
Il nuovo gioiello della flotta Costa Crociere ha terminato con successo le prove tecniche ufficiali in mare.
 
Genova - Costa Deliziosa, il nuovo gioiello della flotta di Costa Crociere, il più grande gruppo turistico italiano e la compagnia di crociere numero 1 in Europa, ha superato con successo le prove tecniche ufficiali in mare.
La nave, la 15esima della flotta Costa, costruita da Fincantieri a Marghera (Ve), ha affrontato la prima traversata in mare, durante la quale hanno avuto luogo le prove, che hanno verificato il corretto funzionamento di impianti, apparecchiature e motori.
Nel corso dei test effettuati in navigazione Costa Deliziosa è stata portata sino alla massima velocità (oltre 23 nodi = 40 km/h), che è stata mantenuta per 8 ore consecutive al fine di provare la resistenza della nave. E’ stato effettuato anche il “crash stop”, ovvero un arresto totale dalla massima velocità per verificare in quanti metri la nave si ferma in caso di emergenza. Durante la prova chiamata “UMS” Costa Deliziosa ha navigato per 6 ore consecutive esclusivamente con il controllo automatico degli impianti di generazione di energia e di propulsione; infine con la prova “black out” è stata interrotta l’erogazione di energia elettrica e verificato il riavvio automatico di tutte le funzioni della nave.
Terminate le prove Costa Deliziosa è rientrata in cantiere, a Marghera, per completare l’allestimento degli interni in vista della prossima entrata in servizio. Costa Deliziosa sarà pronta per la consegna il 29 gennaio 2010, mentre il battesimo avrà luogo a Dubai il 23 febbraio 2010, nel corso della Grande Crociera Inaugurale della nave, in partenza il 5 febbraio da Savona. Sarà il primo battesimo di una nave da crociera in una città araba, un evento indimenticabile che combinerà il tradizionale fascino arabo da “mille una notte” con l’inconfondibile stile italiano di Costa Crociere.
Costa Deliziosa fa parte di un piano di espansione della flotta che con 5 nuove navi programmate dal 2009 al 2012, per un investimento di 2,4 miliardi di euro, è il più grande al mondo. Dopo Costa Luminosa e Costa Pacifica – battezzate insieme lo scorso 5 giugno in un evento che si è aggiudicato il Guinness World Records - e Costa Deliziosa, è prevista infatti anche la consegna di Costa Favolosa, nell’estate 2011, e Costa Fascinosa, nella primavera 2012. Tutte le 5 navi sono costruite in Italia da Fincantieri, e ognuna di esse impegna complessivamente circa 3.000 addetti, tra dipendenti Fincantieri e quelli di circa 500 imprese dell’indotto, la maggior parte delle quali sono italiane.
 
 
Costa Deliziosa
 
Costa Deliziosa, insieme alla gemella Costa Luminosa, rappresenta l’alto di gamma dell’offerta di Costa Crociere, la nave più esclusiva e innovativa della flotta. Tutte le caratteristiche della nave contribuiscono a creare una esperienza di “puro piacere” che durerà un’intera vacanza. A cominciare dal design d’avanguardia e dall’utilizzo di materiali pregiati come diversi tipi di marmo e granito, particolari decori a effetto “spatolato veneziano” e laminato effetto “carta pergamena”, raffinato legno di Zebrano e wengè, vetri di Murano, moderni acciai lucidi e satinati. La bellezza del grande atrio, luogo simbolo delle navi Costa, sarà esaltata dalla presenza di opere d’arte di grande pregio, a cominciare dalla “Sfera” di Arnaldo Pomodoro, il più grande scultore contemporaneo italiano, e dall’opera “Delizia fisica e Delizia intellettuale” di Mario Donizetti, uno dei più affermati pittori italiani contemporanei .
Le opportunità di divertimento, intrattenimento e relax presenti a bordo sono inaudite, tutte all’avanguardia dal punto di vista tecnologico: cinema in 4D; pista da rollerskate; un simulatore di golf di ultima generazione, con putting green esterno; un simulatore di Gran Premio, che riproduce la corsa di una vera monoposto sui migliori circuiti, ed è lo stesso utilizzato dai veri piloti di F1 per allenarsi; centro benessere “Samsara Spa” da 3.500 m” con sala Kinesis di Technogym; “Playstation World”, un’area attrezzata esclusivamente con Playstation 3, disponibile anche in cabina “on demand”.