Assoporti: non solo elementi di rete ma governanti di sistema
Roma - Mentre Assoporti sotto la regia di Francesco Nerli svolgeva la sua Assemblea generale, contemporaneamente al Ministero sotto regia di Tommaso Affinita si dibatteva europeisticamente di sviluppo delle AdM nel Mediterraneo.Da una parte si parlava di prospettive economiche e di riforma dei porti italiani e dall’altra di sviluppo integrato delle AdM anche in relazione alla conquistata centralità dei traffici regionali Sud-Nord. Un punto in comune di analisi tra i due eventi, che i pubblici diretti interessati non hanno tuttavia confrontato e integrato in platea, nonostante il loro legame simbiotico. Invece, nell’immediato, la coincidenza delle date ha avuto l’effetto di creare amletici dubbi tra vari operatori, tecnici, rappresentanze e giornalisti sul dove essere, mentre il Sottosegretario e Presidente della Consulta dell’autotrasporto, Giachino, come una cometa sorvolava la sala di Assoporti per poi dirottare su RAM, società del Ministero del Tesoro deputata, per conto di quello delle Infrastrutture, alla gestione finanziaria dello shift dei mezzi pesanti dalla strada al mare attraverso l’ecobonus, che nel triennio 2007-2009 è stato finanziato, e finora coperto, con circa 240 milioni, erogati agli autotrasportatori con procedure amministrative molto semplici.
Come si legge in una nota ufficiale apparsa sul sito Informare, Affinita in apertura del suo convegno, organizzato con il Ministero dei Trasporti, ha parlato del progetto “Adriatic Gateway” che attiva un sistema di collegamenti marittimi per convogliare il traffico del Sud del Mediterraneo verso gli assi transeuropei centro-orientali attraverso i porti del Nord adriatico. Si è poi soffermato sui porti che, snodi essenziali della rete, vanno adeguatamente potenziati e raccordati alle ferrovie e alla grande viabilità, e poi sull'armamento, che negli ultimi anni ha investito risorse ingenti per nuove linee delle AdM, concludendo sull'esigenza di incrementare la quota di trasferimento dei mezzi pesanti dalla gomma al mare con interventi di sostegno per l'autotrasporto. Ricavandola dall’esperienza italiana, Affinita ha infine proposto di lavorare alla prospettiva di un Ecobonus europeo, che potrebbe diventare anche un volano di apertura di nuove rotte verso i Paesi terzi, rendendo così sempre più fitto il reticolo di AdM nel Mediterraneo.Intanto, la sala di Assoporti gremita di operatori e utilizzatori, imprese e sindacati con posti a sedere esauriti e molti in piedi, ascoltava la relazione di Francesco Nerli che tra l’altro, tagliando corto su quanti parlano di specializzazione dei porti, sottolineava che “Gli scali marittimi italiani svolgono funzioni diverse e competono in diversi “sottomercati” del trasporto marittimo”, identificabili in collegamenti alternativi insulari, funzioni turistico-passeggeri, approvvigionamento impianti industriali, redistribuzione dei grandi flussi di merce sul territorio e logistica dei prodotti energetici. Per Assoporti il futuro del dopo crisi sarà una minore domanda sulle rotte Est-Ovest, una maggiore domanda su quelle Nord-Sud; un minore utilizzo di Suez; un aumento della capillarità dei servizi regionali con incidenza positiva sui porti medio-piccoli; un’intensificazione dei servizi InfraMed in particolare con l’Africa, su cui, peraltro, l’EU intende estendere le reti transeuropee rispondendo a necessità sia economiche che commerciali; la tenuta del settore passeggeri e crocieristico. “Finora il sistema di porti articolato e composito ha subito politiche parziali ed episodiche” ha proseguito il Presidente Nerli, ora ci vogliono politiche e scelte per un adeguato livello di manutenzione e di adeguamento delle infrastrutture, per il collegamento con reti e nodi retro portuali, per la riduzione di alcuni costi operativi specialmente nei porti di transhipment e per lo sviluppo di progetti di corridoio che consentano di configurare le connessioni alle grandi direttrici transeuropee. In questa impostazione, la pianificazione a tavolino di interi archi costieri è “stravagante idea”, quel che ci vuole è un progetto complessivo di superamento dell’idea di infrastrutture puntuali, per una “portualità che si configuri come elemento di una rete”, attraverso strumenti di programmazione negoziata, che faccia sistema e non pianificazione a tavolino di porti di serie A e B. Poi rivolto al Ministro Matteoli ha chiesto di dare sostanza alle richieste avanzate dal cluster marittimo per fronteggiare la crisi, di intervenire sulle ferrovie per i collegamenti con le retroportualità e di dare corpo ad una vera autonomia finanziaria della AP attribuendole quota dell’IVA prodotta dai porti. Ma subito “sono necessari almeno 250-300 milioni per manutenzioni, miglioramenti ed adeguamenti urgenti nei porti italiani”. Infine, il passaggio più atteso da gran parte dell’uditorio, sulla riforma della 84/94, che sostanzialmente ha messo in luce la forte volontà di affermazione dell’AP di assumere non solo il ruolo dirigente nel processo di governance portuale ma di estenderlo oltre la cinta del porto stesso. Infatti, oltre a rafforzare ruolo e compito di governo e di amministrazione della AP, risolvendo e chiarendo gli ambiti di competenza anche rispetto alla Autorità Marittima, Nerli chiede il consolidamento di quello di sviluppo dei sistemi logistici di vaste aree. Sulla questione del rapporto tra lavoratori e imprese nei porti, dice no alla deregolamentazione del mercato e si alla flessibilità che non passi in secondo piano la tutela della sicurezza del e sul lavoro, concludendo che la riforma deve prevedere tra i suoi punti principali il favorire la nascita di piattaforme multi portuali e logistiche, dando ai porti la funzione di effettiva cerniera tra mare e corridoi continentali, tuttavia non affrontando e lasciando nel vuoto la portata effettiva dell’affermazione su equilibri e rapporti tra soggetti pubblici diversi – interporti, porti, enti locali, ecc – e tra questi e le imprese private al servizio delle merci e dei loro mercati. Oltre ad un nutrito parterre di politici intervenuti successivamente alla relazione - i senatori Luigi Grillo e Marco Filippi, rispettivamente Presidente e membro della Commissione parlamentare che sta elaborando
Intanto è in circolazione una nuova bozza del Disegno di Legge di riforma della 84/94 che presenta alcune modifiche di se stessa rispetto a versioni precedenti. Queste consistono soprattutto nella cancellazione della sdemanializzazione delle banchine (nonostante il Ministro l’abbia ancora indicata pilastro di riforma) che prevedeva la loro messa in vendita, e l’introduzione di concessioni fino a 99 anni. La bozza del testo prevede inoltre che il PRP valuti la sussistenza e localizzi strutture o ambiti idonei, sottoutilizzati o non diversamente utilizzabili, per gli approdi turistici. Inoltre istituisce punti franchi per i porti di Venezia Genova e Napoli, che insieme a quelli del porto franco di Trieste, saranno regolamentati per la gestione amministrativa da decreto ministeriale. Il Presidente della AP è assurto a ruolo di rappresentante legale dell’ente e gli vengono riconosciuti poteri di coordinamento dei controlli sulle merci, le competenze attribuite all'AP dagli artt.16 e 18, rilasciandone le autorizzazioni e le concessioni senza previa delibera del Comitato portuale, se di durata non superiore a quattro anni.
Le autorità portuali, d'intesa con le Regioni interessate, possono costituire sistemi logistico portuali per il coordinamento delle attività di più porti e retroporti appartenenti ad un medesimo bacino geografico od al servizio di uno stesso corridoio transeuropeo. L’indennità di mancato avviamento diviene strutturale ed infine
Giovanna Visco
80 milioni di euro al Gruppo Grimaldi per l`ampliamento della propria flotta
Napoli -
Per
In totale, l’investimento da 250 milioni di euro è utilizzato per co-finanziare quattro Cruise Ferry, per un valore complessivo di circa 580 milioni di Euro. La prima tranche di 81 milioni, un anno fa, erogata tramite il gruppo Unicredit, finanziò l’acquisto della nave Cruise Barcelona, operativa da metà settembre 2008 tra Civitavecchia e Barcellona.
La tranche firmata oggi è la prima diretta tra BEI ed il Gruppo Grimaldi. I Cruise Ferry costruiti per Grimaldi sono i più grandi traghetti per merci e passeggeri utilizzati nel Mediterraneo: la loro capacità di trasporto è pari a 2.140 passeggeri e
SI CHIAMA PROGETTO ACCOGLIENZA
Napoli:Nuovo approccio tra Studenti e Istituti Nautici
NAPOLI - Come avvicinare i giovani studenti al mare? Ci hanno pensato i docenti dell'Istituto Tecnico Nautico Professionale delle Attività Marinare “Luigi di Savoia duca degli Abruzzi” di Bagnoli che il 21 settembre scorso hanno avviato una serie di iniziative rivolte sia agli studenti che ai loro genitori. E’ principalmente rivolta agli allievi delle prime classi in cui
La federazione che raggruppa le associazioni degli spedizionieri a livello mondiale. L’elezione è avvenuta nel corso dell’ultimo FIATA World Congress tenutosi a Ginevra dal 21 al 25 settembre scorso.
FEDESPEDI: Francesco Parisi, eletto Senior Vice President della FIATA
GINEVRA - Francesco Parisi, titolare della Francesco Parisi Spa, antica casa di spedizioni fondata a Trieste nel 1807, è stato recentemente nominato Senior Vice President della FIATA - International Federation of Freight Forwarders Associations - la più grande organizzazione non governativa nel settore dei trasporti, un ambito che copre circa 40 mila imprese di spedizioni e logistica e che impiega circa 8-10 milioni di lavoratori in 150 paesi del mondo. La nomina è avvenuta nel corso del FIATA World Congress, tradizionale appuntamento annuale riservato agli organi operativi della FIATA (istituti, organi consultivi e gruppi di lavoro) svoltosi quest’anno dal 21 al 25 settembre scorsi a Ginevra. Francesco Parisi, già Presidente della Commissione dedicata al Trasporto Marittimo dell’Istituto per il Trasporto Multimodale della FIATA (MTI) e attualmente Presidente dell’organismo che sovraintende la macro area Europa, entra così a far parte della Presidency della FIATA, l’organo decisionale massimo della federazione cui spetta la gestione esecutiva della Fiata, di cui fanno parte, oltre al Presidente in carica, il Past President, il Segretario Generale, il Tesoriere e fino a tre Senior Vice President.
“Questa nomina - ha commentato Piero Lazzeri, Presidente di Fedespedi - è per noi motivo di grande soddisfazione in quanto testimonia lo stretto legame esistente tra Fedespedi e un organismo così importante e prestigioso nel settore dei trasporti come
“Inoltre - ha proseguito Piero Lazzeri - la nomina di Francesco Parisi rafforza ulteriormente la rete associativa di Fedespedi a livello confederale internazionale, e si inserisce nella nuova politica della nostra Federazione volta a consolidare le relazioni esistenti per la crescita generale del sistema”.
“Sono particolarmente felice di questo riconoscimento - ha concluso Francesco Parisi - in quanto ritengo che la nostra attività sia per propria natura globale e credo sia molto importante per la nostra associazione nazionale lavorare a stretto contatto con il resto del mondo”.
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BELIEVER – boxed/single – costr. 1992 Germania – GL – 5006 gt – 6.620 dwt/6.86m – 8.410/8.098 mcb g/b – 510 teu – 3 ho/ha 12.4x10.4 2/25.10x15.50m – gless – Man/BW 6L 48/60 6.458 hp – 16.5 nodi/21 ts ifo 380 – Prezzo: tentare Usd 2.000.000
MARINE LEGEND JR – boxed/single – costr. 2007 Cina – CCS – 4619 gt – 6.803 dwt/6.30m – 9.430/9.346 mcb g/b – 3 ho/ha 15.4x10.0 2/18.20x12.0m – gru 3x15 ts – Daihatsu 8DKM-28 3.400 hp – 10.5 nodi/10.5 ts ifo 180 – Prezzo: Usd 8.000.000 x consegna Europa
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Prezzo: invitano offerte anche per gemella C. North Africa 2
Il Sindaco della Spezia Massimo Federici: “Dal Salone Nautico parte il lavoro per la prossima edizione. Appuntamento alla Spezia nel
Mai’na - Festa della marineria
Genova – Il Sindaco della Spezia Massimo Federici e l’assessore al Progetto Festa della Marineria Paolo Manfredini, nel corso di una conferenza stampa al 49° Salone Nautico Internazionale di Genova, hanno lanciato l’edizione 2011 di Maìna- Festa della Marineria. Parte dunque dal più prestigioso Salone della Nautica Internazionale il lavoro che porterà
“Lo straordinario risultato ottenuto con la prima edizione – ha dichiarato il sindaco della Spezia Massimo Federici - ci dice con chiarezza che abbiamo fatto bene a scommettere su Maìna. Dalla Spezia è arrivato un segnale forte. La cosa più sorprendente è stata l’eccezionale partecipazione e la risposta che il pubblico ha dato non solo sotto il profilo dei numeri, ma anche e soprattutto sul piano dell’ intensità delle emozioni. Abbiamo dato vita, senza presunzione, - continua Federici - a un evento unico in Italia Come è stato detto, abbiamo azzerato la distanza che pensavamo ci separasse da paesi molto più evoluti del nostro in tema tradizioni marinare. Ora viene la parte più impegnativa. Far crescere
La prima edizione si è svolta, quest’anno, dall’11 al 16 giugno. Promotore dell’evento il Comitato d’Onore composto da: Comune della Spezia, Marina Militare, Regione Liguria, Provincia della Spezia, Comuni del Golfo dei Poeti, Lerici e Portovenere, Camera di Commercio, Autorità Portuale e Comitato delle Borgate del Palio del Golfo. Madrina della manifestazione la giornalista Donatella Bianchi.
Il successo è andato oltre ogni migliore aspettativa degli organizzatori. Con oltre 150 eventi 220.000 presenze in 6 giorni, Maìna si è affermata come una novità dirompente del calendario degli eventi non solo liguri e ha dimostrato di avere tutti i numeri per poter diventare l’appuntamento più significativo della marineria italiana.
“La prima edizione della Festa della Marineria – ha commentato l’assessore Paolo Manfredini – è stata straordinaria. Maìna è un evento destinato a rimanere a lungo nella memoria e nel cuore della città e dei visitatori. Questa prima edizione, che per noi è stata una grande prova generale ci ha confermato la validità di questo progetto. Maìna è stato un grande evento per la partecipazione e per la qualità degli appuntamenti e delle presenze che ha saputo dare sin dalla prima edizione. I riscontri che continuano ad arrivarci ci dicono che ci sono tutte le condizioni per poter far crescere
Accanto alla imponente gru galleggiante classe 1915 Langer Heinrch che è diventata un po’ il simbolo della prima edizione della Festa stabilendo un legame intenso con la città, alla Spezia nei giorni della Festa della Marineria era presente
Ma il vero ospite d’eccezione è stato Folco Quilici con la sua retrospettiva che ha contato oltre 3000 presenze. Nei sei giorni di Maìna, inoltre, sono state tantissime le delegazioni arrivate dall’Italia e dall’estero, tra le quali: Tolone, con cui si è rafforzato il gemellaggio; Brest, sede del più prestigioso festival internazionale della marineria, con cui si sono allacciati rapporti; Pantelleria e
Venduta la “Calafuria”
Venduta in data 1° Ottobre per 7 Milioni di USD a interessi greci con sede a Londra La nave, costruita nel 1994 dalla Fincantieri in Livorno, tra le prime doppio scafo in Italia, ha trasportato per anni in T/C e COA i prodotti delle maggiori società petrolifere internazionali. La vendita si colloca nell’ambito della strategia di rinnovamento della flotta D’Alesio che mira a ringiovanire l’età media del naviglio di proprietà. Attualmente l’ età media del naviglio è di 3 anni. La nave più vecchia tra quelle in esercizio è l' Antignano del 2002. Tutte le navi in esercizio della flotta D’Alesio sono tutte a doppio scafo, incluse le navi attive per il bunkeraggio. Tutte le navi sono state costruite secondo i migliori criteri di rispetto ambientale. Il programma di rinnovamento della flotta si completerà con 6 unità di cui due da 24000 T DWT e 4 da 52000 T DWT da consegnarsi tra il 2010 e il 2011 nei cantieri PT-PAL in Indonesia e Hyunday in Corea.
Ingegneri Navali e tecniche di applicazione prodotti vernicianti
Napoli -
L’iniziativa rivolta agli ingegneri impegnati nel settore delle nuove costruzioni e delle manutenzioni navali ha rappresentato un momento di approfondimento ed analisi sulla scelta dei cicli di pitturazione, sulle tecniche attualmente adottate nel trattamento delle superfici interne ed esterne, sulle tecniche di applicazione della pittura, sui difetti che si possono verificare durante il processo, sulle caratteristiche dei diversi prodotti vernicianti disponibili sul mercato e sulle forti normative internazionali che recentemente sono entrate in vigore nel settore.
La presentazione del corso è stata a cura dell’Ing. Luciano Varchetta (Coordinatore Commissione Navale) e dell’ Ing. Marco Starita (Segretario Commissione Navale) che hanno introdotto il tema con particolare enfasi al ruolo tecnico-gestionale che può ricoprire l’ingegnere navale nell’ambito di una commessa di lavori di pitturazione, sia in fase di nuova costruzione che per navi in cantieri di riparazione/manutenzione. Nella prima sessione, è intervenuto l’Ing. Fabio Spetrini (Resp. Manutenzione Programmata - Scinicariello Ship Management) sulla preparazione della specifica tecnica per i lavori di pitturazione in bacino, la scelta delle tecniche per il trattamento delle superfici, la scelta del ciclo di pittura e le tecniche per l’applicazione del ciclo, sviluppando l’argomento nell’ottica dei seguenti obiettivi: eco-compatibilità e riduzione dei consumi di fuel, prevenzione della corrosione e protezione dal fouling, ottimizzazione dei costi.
Ha mostrato l’efficacia, in termini di prevenzione alla corrosione e protezione dal fouling, di vari sistemi di pitturazione comunemente adottati su diverse tipologie di unità navali, dalle navi mercantili in servizio worldwide alle semisommergibili per la perforazione petrolifera alle navi di supporto offshore, sulla base dei risultati emersi in occasione delle soste cicliche di manutenzione in cantiere.
L’Ing. Spetrini ha quindi passato in disamina le soluzioni per la protezione delle carene,disponibili sul mercato in alternativa alla tradizionale antivegetativa a rilascio continuo, come la tecnologia Hydrogel, realizzata con prodotti a base siliconica che prevedono l’aggiunta di polimeri super assorbenti e non solubili in acqua, per creare una barriera invisibile tra il silicone solido nella pittura e l’acqua, detto appunto microstrato di hydrogel: il biofouling percepisce questo strato creatosi attorno alla carena come un liquido al quale essi non possono aderire.
La soluzione Hard Coat commercializzata come “One Off Coating”, di durata equivalente al ciclo di vita della nave, realizzata con prodotti vernicianti a base di resina di vinilestere rinforzata con un’alta concentrazione di vetro, ed applicati in due mani da 500 micron ognuna: gli elevati spessori di film protettivo e la presenza di vetro creano una barriera impermeabile agli elementi corrosivi, liquidi e gassosi, ed inattaccabile dal biofouling. Un accenno alle tecnologie attualmente in fase di studio o in corso di sperimentazione sul mercato, come la tecnologia ad ultrasuoni per la protezione delle carene, che non prevede l’utilizzo di pittura antivegetativa bensì quello di onde sonore ad alta frequenza e bassa potenza: un control box invia una varietà di segnali ultrasuoni ad uno o più trasduttori sistemati sulla superficie interna della carena, che in turno emettono una serie di onde sonore, impercettibili all’orecchio umano, che creano un muro di molecole d’acqua in movimento su tutta la superficie dello scafo ed un microambiente che neutralizza le alghe e previene la crescita di denti di cane ed altri organismi.
L’intervento si è completato esaminando le due normative statutarie entrate in vigore nel 2008. La prima, Convenzione AFS (Control of Harmful Anti-Fouling Systems) applicabile a tutte le navi dal 17 Ottobre 2008, che vieta l’utilizzo su carena di pitture antivegetative contenenti sostanze agenti come biocidi. Le navi già operanti, fornite di sistemi antivegetativi non conformi, dovranno essere sottoposte ai necessari adeguamenti, eventualmente applicando uno strato di pittura sigillante che agisca da barriera per il sottostrato di prodotto non conforme.
La seconda, Risoluzione IMO 215(82) ovvero il PSPC (Performance Standard for Protective Coating), applicabile alle casse zavorra di tutti i tipi di navi ed agli spazi del doppio scafo ove previsti nelle navi bulk carrier di lunghezza uguale o maggiore ai 150m, è entrata in vigore per le unità il cui contratto di costruzione è stato firmato dal 1°luglio 2008, o, in assenza di contratto, la cui chiglia è stata impostata dal 1°gennaio 2009, o la cui consegna avviene dal 1°luglio
L’Ing. Musella ha poi delineato il profilo del Paint Inspector e le qualifiche necessarie che questi deve acquisire in ottemperanza ai regolamenti internazionali in vigore. L’intervento si è concluso con l’illustrazione dei risultati di una Gap Analysis eseguita nel 2008 dal RINa presso alcuni cantieri cinesi per valutare le implementazioni necessarie all’adeguamento allo standard PSPC.
La terza sessione ha previsto l’intervento di uno specialista del settore, il Sig. Paolo Brugnolo (Dir. Tec. Jotun Italia), che ha indicato le categorie di prodotti ottimali per le diverse aree della nave, i relativi metodi per la loro applicazione e le condizioni ambientali necessarie per raggiungere risultati soddisfacenti; ha analizzato le tecniche per la delicata fase di preparazione delle superfici e gli standard internazionali di riferimento, gli errori che si possono verificare durante tale processo ed i difetti che ne scaturiscono.
Ha approfondito le tecniche di ispezione ed i metodi di riconoscimento dei fenomeni di decadimento e delle anomalie che potrebbero apparire dopo l’applicazione di un ciclo di pittura.
A chiusura del corso, il presidente dell’Ordine, Ing. Luigi Vinci, ha ringraziato e salutato partecipanti e docenti, ricordando che
Industria Nautica Italiana. Tendenze del mercato: consuntivo anno 2008
GENOVA - Il 2008 chiude una lunga fase di crescita che ha visto l'imprenditoria nautica italiana principale motore dell’innovazione e della ricerca nei processi produttivi del comparto, portando il prodotto italiano a livelli di qualità assoluta nel panorama internazionale. Dopo un decennio di inarrestabile crescita per la nautica italiana, la crisi finanziaria mondiale ha repentinamente aperto nuovi scenari economici, ridimensionando di fatto ogni precedente valutazione sulle dinamiche del settore. Considerando gli indicatori analizzati nei capitoli della pubblicazione “
La tendenza negativa degli ultimi mesi del 2008 è proseguita nei primi mesi del 2009. Il consuntivo dell’anno 2009 corrente sarà disponibile soltanto in sede di chiusura di bilanci delle aziende di fine anno. E’ certo però che, per tornare ai numeri del 2007, sarà necessario almeno ancora un triennio. Per l’anno 2008 il valore della produzione italiana delle sole unità da diporto si è attestato a 3,36 miliardi di euro (+ 1,2 % rispetto al valore del 2007). Se si considerano anche i comparti delle riparazioni e rimessaggio, degli accessori e della componentistica e il settore dei motori si ha il valore della produzione nautica totale dell’Italia che per il 2008 ammonta a 4,98 miliardi di euro, attestandosi sul valore del 2007. Ugualmente il fatturato nautico complessivo (che tiene conto oltre che della produzione anche delle importazioni) della nautica da diporto vale per il 2008 6,18 miliardi di euro (assestato, quindi, sugli stessi valori del 2007).
Il contributo della nautica al PIL nazionale, è stato calcolato utilizzando le matrici input-output e risulta per il 2008 pari a 5,55 miliardi di euro (+0,2%). Per quanto riguarda il livello occupazionale degli addetti del settore della nautica da diporto, l’indagine svolta da UCINA per il
Per quanto riguarda il leasing nautico, sulla base dei dati forniti da ASSILEA, nel 2008 le operazioni concluse hanno raggiunto il valore in termini assoluti di 2,2 miliardi di Euro, che in termini percentuali rappresentano una diminuzione del 17,2 % rispetto all’anno precedente. Il numero di contratti stipulati nel 2008 sono stati 4.085 con una diminuzione del 15,9%. Nel corso del primo semestre 2009 il leasing nautico ha fatto registrare uno stipulato di 651 milioni di euro (in termini di finanziato) con un decremento del 54,78 % rispetto allo stesso periodo del 2008. Con l’emanazione della Circolare 38/E dell’Agenzia delle Entrate del 22 luglio scorso, fortemente voluta da UCINA e condivisa con Assilea, l’Associazione di categoria di Confindustria si dichiara fiduciosa nella fruizione di questo strumento per la ripresa complessiva del settore nautico. L’industria nautica italiana si conferma buona esportatrice di imbarcazioni per la nautica da diporto, vendendo all’estero il 55% del valore della produzione, di cui poco più della metà verso i paesi UE. In particolare è evidente il miglioramento del saldo della bilancia commerciale italiana che vede un valore di 1,36 miliardi di euro come differenza tra esportazioni ed importazioni (+16,5 % sul 2007). I numeri sopra riportati confermano che l’industria nautica italiana è pronta a ripartire, divenendo uno dei motori della ripresa del Paese. I nostri imprenditori continuano a credere e ad investire nel settore, ma per agganciare il treno della ripresa e sostenere la competitività del comparto sono indispensabili da parte del Governo soluzioni concrete e fattive atte a rimuovere gli ostacoli burocratici, amministrativi e fiscali che storicamente ne frenano lo sviluppo, soprattutto nel mercato interno.

