Grimaldi Lines: potenziate le linee passeggeri per la Sicilia
Cinque partenze a settimana e più vantaggi sulla rotta Civitavecchia – Catania
Catania - Grimaldi Lines punta ancora sulla Sicilia rafforzando le linee passeggeri e merci verso Catania, che da oggi è collegata a Civitavecchia 5 volte alla settimana, di cui una per soli traffici merci.
Contemporaneamente per supportare l’economia siciliana l’operatore napoletano ha aumentato la capacità di carico sulla linea trisettimanale Genova – Catania. L’aumento dei collegamenti tra Catania e Civitavecchia è legata all’introduzione del nuovo traghetto “Catania” su cui i passeggeri potranno partire tutti i giorni da Civitavecchia, tranne giovedì e domenica, e da Catania tutti i giorni tranne mercoledì e domenica, con tariffe a partire da 39 euro a persona senza rinunciare alle comodità e con tanti sconti ed offerte da utilizzare.
La nuova unità è in grado di ospitare 830 passeggeri e ha la capacità di trasportare ben 2.230 metri lineari di merci e 160 auto. Il traghetto ‘Catania’ è dotato di 93 cabine e 64 comode poltrone Per le aziende il potenziamento del servizio con 5 partenze settimanali in ogni direzione significa un collegamento costante, continuo e sicuro da e per la Sicilia, fondamentale per sostenere lo sviluppo economico.
In contemporanea, sulla linea trisettimanale Genova - Catania, è stata aumentata la capacità di carico merci grazie all’introduzione del traghetto “Euroferry Sicilia”, capace di trasportare ben 3.200 metri lineari di camion, semirimorchi e auto oltre a 114 passeggeri. Sulla Genova-Catania le quote partono da 40 euro a persona ( tasse e diritti esclusi).
Migliora dunque il servizio offerto da Grimaldi Lines per i passeggeri e le merci in movimento tra il Centro e Nord Italia e la Sicilia Orientale. Le nuove linee garantiscono infatti collegamenti continuativi, rapidi, sicuri, sostenibili dal punto di vista ambientale e a costi molto contenuti senza intaccare lo standard qualitativo dei servizi offerti.
Come tutte le linee Grimaldi Lines anche i collegamenti da e per Catania sono gestiti da con la formula “Low Cost”, e garantiscono un viaggio in pieno comfort, grazie ad una flotta costituita da Cruise Ferry e da moderni e confortevoli traghetti tradizionali.
Con Grimaldi Lines, è possibile, partendo dai principali porti dell’Italia Occidentale (Genova – Livorno – Civitavecchia – Salerno), raggiungere le principali località turistiche del Mediterraneo con collegamenti continuativi verso la Sicilia (Catania, Trapani e Palermo), Sardegna (Porto Torres), Spagna (Barcellona), Tunisia (Tunisi) e Malta. Da quest’anno, inoltre, si aggiungono le rotte verso la Grecia, attraverso la controllata greca Minoan Lines, con partenze da Venezia e Ancona verso Corfù, Igoumenitsa e Patrasso.
Un “mare” di opportunità per chi si appresta ad organizzarsi una vacanza su misura, potendo unire il fascino di una traversata via mare, godendo di uno standard di servizio paragonabile alle migliori navi da crociera, ad un costo molto contenuto grazie alle numerose offerte e agli sconti disponibili.
Napoli: prima riunione del Comitato Portuale
Approvato il bilancio consuntivo 2008 e Zeno D’Agostino nominato Segretario Generale
NAPOLI - “Abbiamo finalmente il nuovo Comitato Portuale. Così l’Autorità Portuale di Napoli, grazie a tutti voi, potrà cominciare la sua attività nella pienezza dei propri organi/funzioni. Ringrazio tutti per la presenza e per la determinazione, che so essere in ciascuno di voi, nell’esercitare ciascuno le responsabilità personali e professionali, nell’interesse dei nostri porti, dello sviluppo e della corretta operatività delle nostre banchine.”
Il Presidente dell’Autorità Portuale Luciano Dassatti ha, con queste parole, salutato il nuovo Comitato Portuale insediatosi il 30 aprile scorso.
Prima di passare ai punti all’ordine del giorno, il Presidente ha ancora fatto un breve accenno al programma di lavoro dei prossimi mesi.
Il Comitato Portuale ha approvato il bilancio consuntivo 2008. L’anno si è chiuso con un avanzo economico di euro 9.480.860,00 e con un avanzo finanziario di 10.763.712,00 euro. Un bilancio positivo che conferma la vitalità dell’Autorità Portuale di Napoli e il grande impegno, tuttora in corso, per completare l’ammodernamento e il potenziamento infrastrutturale dello scalo. Il capitolo, infatti, degli investimenti in opere e attrezzature portuali prevede finanziamenti per 168.205.510,00 euro, mentre il valore degli investimenti ammonta a euro 315.756.610,00. Il Comitato Portuale ha, poi, nominato, a maggioranza, su proposta del Presidente, quale Segretario Generale dell’Autorità Portuale il dott. Zeno D’Agostino.
Gruppo Grimaldi vara la “Grande Benin”
Napoli - Si è tenuta lo scorso 25 Aprile presso i cantieri Uljanik di Pola (Croazia) la cerimonia di varo della m/n “Grande Benin”, nave multipurpose ro/ro di ultima generazione commissionata dal Gruppo Grimaldi (Napoli). Madrina della nave è stata la Signora Adounni Madinatou Badarou Soule, consorte del Ministro dei Trasporti del Benin, Paese Africano dal quale la nave prende il nome. La 'Grande Benin' è la quattordicesima di una maxi-commessa di 18 navi ordinate dal Gruppo Grimaldi ad Uljanik. Negli ultimi sei anni, il cantiere croato ha già consegnato al Gruppo 13 navi PCTC (Pure Car & Truck Carrier). Con una lunghezza di 210,92 metri, una larghezza di 32,25 metri, una stazza lorda di 47.300 tonnellate ed una velocità di crociera di 21 nodi, la 'Grande Benin' ha una capacità di carico ideale di 2.000 autovans, cui si aggiungono 2.000 metri lineari di carico rotabile e 800 Teu.
L’altezza dei suoi ponti principali permette di caricare materiale rotabile pesante e fuori misura come camion, trattori, autobus a 2 piani, scavatrici ecc. Il suo sofisticato sistema di rampe interne, fisse e mobili, rende la 'Grande Benin' una nave estremamente flessibile, in grado di ottimizzare il carico/scarico di qualsiasi tipo di merce. Dalla rampa di poppa è possibile caricare merci del peso superiore a 250 tonnellate mentre le sue ue gru riescono a sollevare, sul ponte di coperta, unità (container e carico generale)con un peso superiore alle 40 tonnellate.
La 'Grande Benin' sarà consegnata a luglio ed andrà a potenziare i vari servizi operati dal Gruppo Grimaldi tra il Nord Europa e l’Africa Centrale ed Occidentale.
Gruppo COECLERICI: “Bulk Irony” ottiene la certificazione EMAS
PIOMBINO - Tecnologie più pulite, ridotto impatto ambientale e maggiore efficienza. Con queste motivazioni la Terminal Offshore Piombino S.p.A. del Gruppo Coeclerici ha ottenuto dal comitato Ecolabel di Roma la prestigiosa registrazione EMAS per Bulk Irony, il terminal galleggiante che effettua le attività di trasbordo di materie prime nella rada di Piombino.
Dopo la certificazione ISO 14001:2004 ottenuta nel 2003 con il Registro Italiano Navale (RINA), la registrazione EMAS (numero IT-001079) rappresenta la conferma degli sforzi conseguiti dalla Società, dal Quality Department e dal personale di bordo per monitorare la propria efficienza ambientale e migliorare le proprie prestazioni.
Il terminal galleggiante autopropulso Bulk Irony, che opera attraverso la Terminal Offshore Piombino S.p.A., è stato pensato e realizzato dal Gruppo Coeclerici per superare le barriere naturali del Porto di Piombino (pescaggio massimo di 11,90 metri) ed effettua la propria attività di allibo di minerale di ferro e di carbone in un'area di ancoraggio all'esterno del Porto della città di Piombino, a seguito di un contratto siglato nel 2001 con Lucchini SpA. Infatti, l'accesso al porto è consentito prevalentemente solo a navi di categoria Panamax non a pieno carico: circa 60.000 tonnellate rispetto alla portata media di oltre 70.000 tonnellate, non praticabili a causa della limitazione dei fondali. Mediante il terminal galleggiante, Coeclerici Logistics è in grado di alleggerire in rada le grandi navi Panamax adibite al trasporto oceanico, abbassandone il pescaggio e permettendo quindi l’ingresso nel porto per il completamento delle operazioni di scarico. Occorre inoltre sottolineare che la registrazione EMAS rappresenta anche il raggiungimento di un prestigioso obiettivo nell'ambito dell'armamento nazionale, poiché ad oggi la Terminal Offshore Piombino del Gruppo Coeclerici è il secondo armatore italiano ad averla ottenuta. Questa certificazione ambientale risponde alla volontà dell’azienda di contribuire, attraverso un trasparente sistema di informazione, al miglioramento dei positivi rapporti con la Cittadinanza, gli Enti locali ed il territorio, sede di importanti attività produttive. L'area di Piombino è inoltre molto importante dal punto di vista naturale e turistico, presenta 32 km di coste balneabili ed una serie di parchi e riserve naturali molto importanti.
Attraverso l'EMAS, che richiede la partecipazione attiva di tutti i lavoratori e l'informazione al pubblico, la Terminal Offshore Piombino intende promuovere la cultura ambientale per migliorare la qualità della vita e dell'ambiente, ma anche di porre le condizioni favorevoli per una sempre crescente ricerca all'innovazione tecnologica.
La Dichiarazione Ambientale e le informazioni in merito agli aspetti tecnici ed ambientali, per chiunque ne fosse interessato, sono consultabili sul sito internet www.coeclerici.com oppure richiedibili senza impegno, all'indirizzo del Responsabile della Gestione Ambientale Dott. F.Torriani: ftorriani@coeclerici.com. EMAS è il sistema comunitario di ecogestione e audit (EMAS = Eco-Management and Audit Scheme) ad adesione volontaria per le imprese e le organizzazioni che desiderano impegnarsi a valutare e migliorare la propria efficienza ambientale. EMAS è principalmente destinato a migliorare l'ambiente e a fornire alle organizzazioni, alle autorità di controllo ed ai cittadini (al pubblico in senso lato) uno strumento di valutazione e gestione dell'impatto ambientale di una organizzazione. EMAS è aperto a qualsiasi organizzazione del settore pubblico e privato che intenda migliorare la propria efficienza ambientale. Al sistema, definito dal Regolamento (CE) n. 761/2001, aderiscono gli Stati membri della Unione Europea e quelli dello spazio economico europeo. Il Gruppo Coeclerici, fondato a Genova nel 1895, con un fatturato di oltre 500 milioni di Euro e 750 dipendenti, si posiziona oggi tra i più importanti operatori internazionali nel comparto dei servizi integrati ed innovativi per il mondo dell’industria siderurgica, energetica e metallurgica. L’attività di Coeclerici si svolge attraverso la divisione trading operante principalmente nella commercializzazione di materie prime quali carbone, antracite, coke, minerale di ferro; la divisione logistica che opera nel settore della logistica integrata, dall’attività di cabotaggio a quella di trasporto e trasbordo; la divisione mining che si occupa dell’estrazione di carbone energetico da miniere di proprietà e, infine, la divisione armatoriale che opera a servizio della divisione trading attraverso navi in contratto di time-charter.
Inchiesta: Gente di Mare (Seconda parte)
Intervista a Stefania Moltoni, direttore della Div.1 - Personale Marittimo Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture
ROMA - Il comparto ministeriale che si occupa della gente di mare è in fase di riorganizzazione. Confitarma e molte associazioni di categoria da molto tempo chiedono meno burocrazia, snellimento delle procedure, ammodernamento degli apparati della PA, ma la traduzione politica di tutto ciò resta sempre la stessa: riorganizzazioni interne, che il più delle volte si limitano a traghettare ora da una parte e ora dall’altra le competenze dei diversi uffici e apparati dello Stato, con dispendiose perdite di efficienza e di tempo.
La Divisione I – Personale marittimo, diretta da Stefania Moltoni del Ministero dei Trasporti ed Infrastrutture è strategica per la gente di mare, perché si occupa o meglio si occupava integralmente di personale marittimo e di tutte quelle problematiche ad esso legate che vanno dalla formazione alla disciplina della normative nazionali, comunitarie e internazionali. Infatti ne è in corso un’ennesima riorganizzazione, approvata nello scorso dicembre, che sta portando alcune funzioni, tra cui quelle legate agli enti e centri di formazione, sotto la responsabilità diretta del Comando Generale della Capitanerie di porto, e su cui si è aperta una fase di scambio di vedute tra i diversi attori per organizzare al meglio il passaggio delle competenze applicative, prima tutte in capo alla Divisione ministeriale.
Intanto stanno per realizzarsi i primi risultati dell’importante novità introdotta dal provvedimento che autorizza i centri di formazione a fare moduli di allineamento di 500 ore per consentire ai diplomati generici l’equiparazione del loro diploma a quello nautico. Le prime autorizzazioni sono state date a fine marzo e la Sicilia sarà la prima regione italiana a vedere l’esordio dei primi corsi, a cui ne seguiranno altri sparsi per l’Italia, tutti reperibili sul sito del Ministero. Un’apertura importante di un mondo tradizionalmente chiuso, che coinvolge direttamente i centri formativi nella dissemination e nel reclutamento dei giovani nel mondo marittimo attraverso processi formativi.
Dottoressa Moltoni, chi sono i soggetti che possono presentarvi la domanda di autorizzazione per l’erogazione delle 500 ore?
Per organizzare questo tipo di attività abbiamo fatto un protocollo d’intesa con il Ministero della Pubblica Istruzione. Possono essere autorizzati gli Istituti nautici che sono deputati proprio alla formazione nautica oppure, a certe condizioni, poli formativi regionali riconosciuti come le Accademie o altri tipi di poli formativi per percorsi IFTS.
Recuperare vocazione marittima è difficile. Come Ministero state agendo sulla domanda ma anche sull’offerta con l’introduzione di una fee giornaliera sul mancato imbarco degli allievi.
Si, in base al decreto attuativo della tonnage tax, gli armatori che non imbarcano allievi, per mantenere il beneficio della legge, devono corrispondere in sostituzione 62 euro giornaliere pari a 22000 euro all’anno, con effetto retroattivo dal primo esercizio finanziario utile, per ogni nave e per ogni mancato imbarco.
Ma secondo lei quali sono le cause principali della mancanza di vocazione?
Per prima cosa è una questione di retribuzione. In passato tra il mondo del mare e quello di terra c’era una bella differenza e si era più spinti a fare un sacrificio per un certo periodo con l’obiettivo di acquistare una casa o farsi una famiglia e cose simili. Oggi questa differenza retributiva non è più così evidente, considerando che il ruolo di ufficiale equivale a quello di un dirigente di terra.
Una visione in controtendenza …
Purtroppo per poter essere competitivo anche l’armamento si è dovuto obbligatoriamente adeguare ai parametri internazionali di riduzione dei costi, aggravando il già scarso spirito di sacrificio dei nostri giovani.
Ma questo vale per tutte le tipologie di navi?
No, occorre fare una netta distinzione per le attività crocieristiche, dove non c’è assolutamente carenza di personale, né probabilmente mai ci sarà, perché molti che scelgono di fare l’Istituto nautico hanno l’obiettivo di diventare ufficiali per una nave da crociera. Il grosso problema è sulle navi da carico perché le tabelle di armamento sono ridotte all’osso, il personale è multietnico anche in piccole tabelle di 7 persone, la comunicazione tra l’equipaggio è minima e difficile per le differenze culturali e gli imbarchi di 4-5 mesi fuori casa sono lunghi per questi ragazzi, che magari preferiscono lavorare nel cabotaggio perchè la sera rientrano. È anche vero che il reclutamento di personale ufficiale straniero soprattutto extracomunitario è uno dei fattori dell’abbassamento dei costi, anche se questa strada consegna il futuro dell’azienda e dei suoi asset in mani extracomunitarie, perché l’ufficiale è nel quadro dirigenziale ed è colui che diventerà futuro comandante.
Quindi i giovani sono demotivati soprattutto per una questione retributiva?
Secondo me pesa molto anche il tipo di gavetta iniziale fatta dai ragazzi a bordo delle navi, anche se la carenza di ufficiali da imbarcare è di livello europeo, un fenomeno ascrivibile ai paesi industrializzati. La cosa più importante della riforma che abbiamo fatto è stata innanzitutto l’apertura ai generici, recuperando vocazioni. Ma è ugualmente importante abolire la credenza che formazione sia uguale a navigazione. La navigazione nel senso di addestramento anche a bordo è una parte della formazione. Quindi questo ha significa dare l’evidenza di quello che si è fatto a bordo con il Libretto per gli allievi ed il libretto per i comuni.
Tuttavia il livello retributivo è pur sempre un incentivo…
Ma certo e se non ci fossero difficoltà finanziarie pubbliche magari anche forme di defiscalizazione degli oneri. C’è anche da dire che in Italia, come in gran parte dei paesi europei, il marittimo non ha la continuità di rapporto di lavoro e questo disincentiva molti armatori che, dopo investimenti economici sulle risorse umane, temono di essere abbandonati per il miglior offerente. Tuttavia, ci sono anche aziende armatoriali italiane che hanno fatto della formazione un loro obiettivo primario, risolvendo brillantemente tutti i problemi di allievi, di personale e di ufficiali, a differenza di quelle che non programmando la formazione dei giovani marittimi per una scelta di “cassetta” e di risparmio, si ritrovano in una situazione difficile.
Poi chi si forma sulle navi è destinato ad occupare i posti dirigenziali di terra in terminal portuali o negli uffici tecnici degli armatori …
Certo, e proprio per facilitare il passaggio tra mare a terra, ai fini del mantenimento della certificazione e abilitazione IMO, abbiamo recentemente riconosciute come equivalenti alcune attività a terra, come quelle di capitano di armamento, perito nei Registri di classifica, pilota del porto, così che l’impegno giovanile iniziale consenta anche nel futuro di indirizzarsi all’interno della società.
Poi ci sono le questioni delle normative internazionali …
Nel 2007 abbiamo finalmente mandato a regime la Convenzione STCW del 2002, uscendo dalla fase transitoria, che consentiva un passaggio dai vecchi titoli professionali ai nuovi attraverso una tabella di conversione. Infatti due audit, IMO ed EMSA, avevano rilevato l’incoerenza del nostro sistema con la Convenzione, portandoci a decretare l’abolizione dei vecchi titoli professionali e l’istituzione di nuovi programmi di esame. Oggi, per lavorare sulle nostre navi bisogna avere le abilitazioni professionali internazionali, le stesse che consentono ai nostri marittimi di spendere la loro certificazione in tutto il mondo, dandogli la possibilità di lavorare su navi di qualsiasi bandiera.
I marittimi che già navigavano con le loro certificazioni con l’equiparazione agli standard STCW…
L’equiparazione non tocca i diritti già acquisiti dai marittimi e chi aveva un certificato IMO in base al vecchio titolo gli viene rinnovato con 12 mesi di navigazione negli ultimi 5 anni. Non abbiamo creato nessun problema a chi lavora, ma per la progressione in carriera si devono possedere i requisiti nuovi e quindi ci si deve adeguare alle nuove normative. Questo è stato il principio ispiratore di tutta la riforma.
In altre parole, per progredire in carriera si devono rifare gli esami?
Si, per l’innalzamento in carriera si deve essere in regola con i nuovi requisiti del titolo professionale, basati sui nuovi programmi di esame, che abbiamo aggiornato con tutti gli adempimenti e gli emendamenti della Convenzione internazionale e per la prima volta con l’inglese scritto e orale come materia di esame. Per facilitare i marittimi le Commissioni di esame sono state autorizzate e date a tutte le 15 Direzioni marittime, dando, con almeno 2 sessioni l’anno per ciascuna, la possibilità di almeno 30 volte in un anno di fare un esame. Abbiamo anche previsto uno svecchiamento dei membri di Commissione, richiedendo esperti che abbiano lavorato almeno 3 anni negli ultimi 5, in modo da conoscere le tecnologie ed i problemi attuali a bordo delle navi. Infine abbiamo introdotto per l’accesso alle abilitazioni direttive dall’ufficiale di navigazione in su, l’obbligo di un diploma quinquennale, per cui le persone in possesso del solo diploma di qualifica per progredire in carriera dovranno completare con i due anni integrativi e prendere il diploma.
Un problema per molta gente di mare già arruolata …
Non abbiamo toccato chi lavora, ma la carriera. Quello che possiamo fare e che faremo è prevedere per i viaggi costieri degli standard diversi non IMO spendibili, come la non obbligatorietà del diploma quinquennale, per consentire la carriera alle persone del cabotaggio che si trovano in mezzo.
Quindi non estensibili a tutto il territorio comunitario?
No, solo a quello nazionale e d’altra parte se non ci fossimo messi in regola con le indicazioni sia dell’IMO che della Commissione europea, tutto il personale marittimo italiano sarebbe stato fuori dal mercato.
GIOVANNA VISCO
Inaugurata “Costa Luminosa”, la prima di tre nuove unità
VENEZIA - “Costa Luminosa”, la tredicesima nave della flotta italiana della compagnia Costa Crociere, è stata inaugurata il 2 maggio scorso nel porto di Venezia. Costruita da Fincantieri a Porto Marghera, è la prima di tre nuove navi che saranno consegnate a Costa in meno di un anno.
Dedicata alla fascia alta della clientela, la nave ha una stazza di 92.600 tonnellate, può accogliere un massimo di 2.826 ospiti totali in 1.130 cabine, 772 delle quali dotate di balcone privato, e conta su un migliaio di membri di equipaggio. La sua costruzione ha impiegato complessivamente 3.000 addetti, per un invstimento complessivo di 450 milioni di euro.
La prima crociera di vernissage è partita da Venezia, verso un itinerario inedito di 10 giorni nel Mediterraneo Orientale, mentre in estate offrirà crociere nelle capitali del Baltico e nei fiordi norvegesi. Nel prossimo inverno sarà invece impegnata a Dubai per crociere nel Golfo Arabico.
Durante l’inaugurazione, il presidente e amministratore delegato di Costa Crociere, Pier Luigi Foschi, è tornato ad affrontare il tema controverso degli approdi delle grandi navi a Venezia paventando, in caso contrario, un ripensamento da parte della compagnia: «Se a Venezia non si entra più e non si può quindi inserire la città nell’offerta turistica, è un fatto che va considerato a fondo, visto che verrebbe meno una delle ragioni che ci spingono a far partire le nostre navi da qui».
«La preoccupazione è legittima - ha detto Foschi - ma a mio avviso non succederà nulla nell’immediato. Nella nostra filosofia c’é il massimo rispetto per l’ambiente e non credo che una nave come questa crei alla città più danni di un vaporetto. Certo è un problema che va affrontato, ma bisogna mettere sul piatto della bilancia tutti gli aspetti».
Riguardo, invece, la vicenda che aveva portato prima la Fincantieri a cancellare la cerimonia di consegna per timore di proteste sindacali, e dopo all’invito che la Fiom avrebbe rivolto alla compagnia, per intervenire al tavolo delle trattative con Fincantieri, Foschi ha risposto che «come clienti, ci troviamo tra l’incudine e il martello, vittime veramente colpite che, non potendo intervenire e non avendo spazio di manovra, viviamo la situazione subendola». «In realtà di questo presunto invito ho solo letto sui giornali, perché non mi è stata avanzata nessuna richiesta in tal senso, né conosco chi l’avrebbe fatta», ha sottolineato Foschi con i giornalisti durante la visita a bordo di “Costa Luminosa” in occasione del suo primo scalo a Venezia.
«Anch’io ho a che fare con i miei sindacati, espressione delle stesse sigle confederali, e non ho nessuna difficoltà nel gestire i rapporti», ha aggiunto Foschi invitando le organizzazioni sindacali che hanno annunciato nuove manifestazioni a mettersi una mano sulla coscienza «pensando a quello che stanno facendo». «Più che averle annunciate, i sindacati hanno semplicemente minacciato ulteriori manifestazioni per la prossima consegna di “Costa Pacifica” a Sestri Ponente simili a quella che ha portato alla cancellazione degli eventi in cantiere a Porto Marghera per la consegna di ”Costa Luminosa”. In un momento d’orgoglio come questo dobbiamo essere tutti uniti, a partire da chi ha costruito la nave fino a chi ci ha investito i capitali». Secondo Foschi, «se in un momento in cui il mondo è in difficoltà e non è in vista l’uscita dal tunnel della crisi, si aggiunge una manifestazione come quella minacciata si va contro gli interessi di tutti, prima di tutto contro quelli dei lavoratori. L’evento di Genova - ha concluso - sarà un momento gioioso, il momento di affrontare i problemi verrà poi».
Contship Italia, nuove nomine nelle Società del Gruppo
MILANO - Il Cda di Porto Industriale di Cagliari ha nominato l’ing. Domenico Bagalà, Amministratore Delegato a partire dal 28/4/2009.
In data 29/4/2009 l’ing. Marco Mignogna è stato nominato Amministratore Delegato di Eurogate Tanger, società affidata alla gestione di Contship Italia, nel cui capitale partecipa insieme a CMA CGM, MSC ed Eurogate.
Il Dr. Raffaello Cioni, riportando direttamente alla Presidente Cecilia Battistello, collaborerà nella direzione di coordinamento ed indirizzo del dipartimento Commerciale – Service Unit di Contship Italia guidato da Michael Cashman a partire dal primo Giugno.
A Gioia Tauro, il dr. Franco Cupolo ed l’ing. Carmine Crudo, assumono l’incarico di Direttori Generali di Medcenter Container Terminal con specifiche competenze a partire dal primo Giugno. I due manager riporteranno all’Amministratore Delegato ing. Vincenzo Iacono.
Il sig. Tim Halhead assume l’incarico, con effetto dal primo Maggio, di Responsabile Sviluppo Terminal Marittimi nel dipartimento Programmazione e Sviluppo riportando al sig. Nereo Marcucci. Il primo incarico in questa veste sarà di collaborazione con l’ing. Mignogna per il suo primo periodo di inserimento nel terminal di Tangeri.“L’obiettivo che ci siamo riproposti”, commenta Cecilia Eckelmann Battistello, “è quello di rafforzare Contship Italia e tutte le sue diverse Società attraverso l’offerta ai più giovani manager di possibilità di crescita professionale e di responsabilità, senza peraltro disperdere il patrimonio già presente nel Gruppo. Abbiamo ritenuto che tali occasioni dovessero essere offerte a giovani dirigenti provenienti da tutte le realtà nelle quali opera il nostro Gruppo”.
Nuovo battesimo del mare in Cina per Giuseppe Bottiglieri
Mercoledì 29 aprile, presso il cantiere cinese New Jiangsu Yangzijiang, è stata varata la seconda portarinfuse Post Panamax della Giuseppe Bottiglieri Shipping Company SpA. È il secondo varo dall’inizio del 2009
Shangay - Presso il cantiere cinese New Jiangsu Yangzijiang, è stata varata il 29 aprile scorso, la seconda portarinfuse Post Panamax da 92.500 tonnellate, commissionata due anni fa in Cina. Alla cerimonia erano presenti Giuseppe Bottiglieri (presidente e ceo della Giuseppe Bottiglieri Shipping Company SpA), Ren Yuanlin, presidente del cantiere, Liu Pin, segretario del partito comunista cinese della provincia di Jiangsu, e Manuela Bottiglieri, terzogenita del comandante, in veste di madrina. Entro la fine del 2011 alla flotta si aggiungeranno altre otto unità gemelle e un’unità Capesize, per un valore totale dell’investimento pari a circa 500 milioni di dollari statunitensi.
La M/N “Giovanni Bottiglieri”, anch’essa destinata alle rotte internazionali per la movimentazione di carichi secchi, entrerà puntualmente in esercizio ad agosto 2009, quando sarà consegnata ad un primario noleggiatore europeo cui è stata data in noleggio per otto anni. Classificata dal Registro Italiano Navale, come la M/N “Peppino Bottiglieri” già varata, questa nuova unità navale gode dei più alti standard tecnici per la sicurezza e la salvaguardia ambientale.
«Con la “Giovanni Bottiglieri” che abbiamo varato, con la “Peppino Bottiglieri” che a metà maggio entrerà in esercizio e con le altre otto Post Panamax in arrivo, vogliamo dare un messaggio forte al mondo imprenditoriale dello shipping: facciamoci coraggio e sfidiamo la crisi. Sono, infatti, convinto che soltanto con un progressivo e poderoso ammodernamento delle flotte, che personalmente vorrei fosse supportato da precisi incentivi alla demolizione, possiamo affrontare la difficile congiuntura economica in corso. Per questa ragione, al forum Tradewinds Shipping China Energy 2009 di Shanghai, tenutosi il giorno prima del varo della nave, ho scatenato un accesissimo dibattito proponendo l’idea di inserire incentivi governativi alla demolizione, sì da ridurre il numero delle navi in circolazione e rispettare le nuove regole per l’“environment friendly scrap”. Tali regole prevedono che la nave venga smantellata non più sulle spiagge, bensì all’interno di un bacino. Alcuni mesi fa avevo anticipato questa mia pionieristica proposta al cantiere New Jiangsu Yangzijiang che sta costruendo le nostre nuove unità. Oggi quel cantiere ha già convertito, con mia grande soddisfazione, uno dei loro docks alla demolizione navale. Negli anni tra il 2001 e il 2004, anche in Italia, c’era una vetusta flotta tanker che fu demolita per fare spazio alle petroliere di ultima generazione, proprio come quelle che abbiamo attualmente in società. Ciò è stato appunto possibile grazie all’introduzione di aiuti per la demolizione del vecchio naviglio: all’epoca si rivelarono vitali, oggi andrebbero adottati con successo anche nel settore dry.
D’altra parte lo shipping’’ continua Giuseppe Bottiglieri “è per sua stessa natura ciclico, soggetto a fluttuazioni continue, e in quaranta anni di lavoro, prima al fianco di mio padre Giovanni Battista e poi alla guida della società, non è certo questa la prima congiuntura poco favorevole che affronto. Noi vogliamo restare sul mercato con una moderna flotta dry cargo e quella degli incentivi alla demolizione è una delle mie ricette per la ripresa, delle altre discuteremo tutti insieme a Mare Forum Maritime Italy».
E' “Divina” la nuova nave di Dalmare
Costruita nel cantiere navale di Gemak in Turchia entra in operatività in time charter ENI Trading & Shipping
Istanbul - La Dalmare S.p.A, società del Gruppo D’Alesio, ha annunciato il 5 maggio scorso l’entrata in esercizio della Motocisterna Divina, la nuova petroliera a doppio scafo - in linea con la nuova normativa UE e IMO che vieta la circolazione dal 2010 delle navi a singolo scafo - che entrerà da subito in operatività in time charter ENI Trading & Shipping.
Con un tonnellaggio di 15.990 dwt e idonea al trasporto di prodotti petroliferi e chimici, la M/T Divina è stata costruita in ottemperanza agli standard dell’industria internazionale, rispettando non solo i regolamenti IMO, l’ONU del mare, come le Convenzioni MARPOL e SOLAS, ma anche gli elevatissimi standard delle maggiori società petrolifere e chimiche fino ad ottenere la classificazione RINA Green Star (l’attestazione che la nave è progettata, realizzata e gestita secondo standard che assicurano il massimo rispetto dell'ambiente).
La consegna avvenuta presso il cantiere navale Gemak ad Istanbul, ha visto la partecipazione di tutta la famiglia D’Alesio a partire dai fratelli Antonio e Nello D’Alesio alla guida della società da oltre quarant’anni, del management Aziendale, dei rappresentati della Capitaneria di porto di Livorno e dell’ENI Trading & Shipping, l’azienda che l’ha noleggiata e per cui entra subito in operatività. “La consegna della Divina segue quella della motonave gemella Ardenza, avvenuta il 3 febbraio scorso, – afferma Nello D’Alesio, presidente della Dalmare e Vice Presidente Esecutivo della D’Alesio Group – e rientra nelle nostre strategie di consolidamento nel mercato armatoriale attraverso l’impiego di unità in grado di rispondere a tutti gli standard imposti sia dalle nuove normative internazionali ma, anche, dall’impegno socio ambientale a cui abbiamo deciso di ispirarci attivamente nel riorganizzare la governance del Gruppo. Il nostro obbiettivo è lavorare in armonia con il mare attraverso l’adozione di navi moderne ed arrivare, entro il 2011, ad una flotta complessiva di 16 unità procedendo con una progressiva dismissione delle navi che hanno più di 15 anni di attività”
Il Gruppo D’Alesio è una compagnia italiana di navigazione, con sede a Livorno, nata e cresciuta come impresa familiare, e che opera con successo sul mercato dello shipping da oltre 60 anni. Con un fatturato di 200 milioni di euro, 350 dipendenti tra personale marittimo e di terra e 12 navi attualmente in esercizio dai 2.000 ai 45.000 dwt (tra le più ricercate dall’industria della raffinazione grazie alla loro maggiore governabilità e flessibilità d’uso), rappresenta oggi una realtà importante sia per la modernissima flotta cisterniera che per la logistica rappresentata dai suoi Terminals portuali (Sintermar) e petroliferi (Costieri D’Alesio e Toscopetrol); questi ultimi dedicati a tutta la gamma dei prodotti petroliferi (dalle benzine ai bitumi).
· Il Gruppo D’Alesio è costituito da diverse compagnie suddivise in base alle loro rispettive attività:
· Ditta Gaetano D’Alesio di Antonio e Nello D’Alesio s.a.s.: Società Holding del Gruppo.
· Dalmare S.p.A.: trasporto prodotti petroliferi e chimici, movimentazione e commercializzazione prodotti petroliferi, servizi di bunkeraggio.
· Costieri D’Alesio S.p.A. Deposito Costiero per la movimentazione e lo stoccaggio di prodotti petroliferi.
· Toscopetrol SpA: Deposito Costiero per la movimentazione e lo stoccaggio di prodotti bituminosi.
Lazzeri a capo di FEDESPEDI
MILANO - Per la prima volta, dalla sua fondazione nel 1946, un genovese alla guida della FEDESPEDI, la Federazione Nazionale delle aziende di Spedizione, un mondo che raccoglie oltre 2200 aziende di spedizione e logistica in Italia, con 80.000 addetti ed un fatturato annuo del comparto di oltre 20 Miliardi.
Nel corso dell’assemblea svoltasi a Milano il 23 aprile scorso, è stato eletto, per acclamazione, quale nuovo Presidente per il triennio 2009/2012, Piero Lazzeri, past president di Spediporto –Genova.
Piero Lazzeri, 55 anni, oggi alla guida di una media azienda di spedizioni genovese, la Gimax International Spa, dopo una lunga carriera nel settore della spedizioni, aspirava da tempo a questo incarico dopo essere stato negli anni 2004/2008, il Presidente della Spediporto, l’associazione territoriale degli spedizionieri genovesi, proprio nel periodo dei maggiori travagli vissuti dalla comunità portuale genovese.
Fedespedi è presente sul territorio attraverso 30 associazioni territoriali, aderisce a Confetra (Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica) e rappresenta il mondo delle spedizioni e della logistica nel Clecat a livello europeo, e nella Fiata a livello mondiale.
Sono stati eletti quali consiglieri al fianco del presidente, i sigg.ri Roberto Alberti, Andrea Cosentino, Luca Castigliego, Luciano Dalè, Domenico De Crescenzo, Silvano Fusi, Fulvia Longo, Riccardo Martini, Fabrizio Morosini, Bruno Pisano, Guido Restelli, Alberto Rossi, Raimondo Soria, Maurizio Veghini - Revisori dei conti - Italo Leonardi, Mario Disegni, Gianfranco Faleshini, Claudio Riva, Giancarlo Saglimbeni - Probiviri - Giorgio Balzaretti, Gerardo Ghi-liotto e Alberto Verugi.
Sono stati espressi 1014 voti ed il Presidente ha avuto 821 preferenze, in percentuale l’81 % dei voti disponibili.L’elezione di questo consiglio nasce da una forte volontà espressa dalle aziende associate per un importante rinnovamento, una nuova politica di avvicinamento del territorio alla Politica nazionale, di interventi sui temi delle politiche commerciali marittime,aeree e terrestri, di nuovo spazio alla professionalità della categoria ,e alla creazione di un solido asse collaborativo con la confederazione.Con l’elezione del nuovo consiglio direttivo Fedespedi, a distanza di due settimane da quello della Confetra, si è concluso il rinnovamento degli organi elettivi di questo importante Comparto, che a buon titolo rappresenta il mondo dei servizi logistici italiani.
UN COLLEGA TALENTOSO E PERBENE
Il 26 giugno prossimo avrebbe spento 82 candeline, ma così non è stato: l’amico e collega Saverio Barbati ci ha lasciati dopo una lunga e sofferta malattia. L’ho conosciuto una ventina di anni fa ed ho avuto modo di apprezzare le sue qualità professionali e di uomo ricco di un enorme bagaglio di esperienze. Saverio era riservato, schivo ed educatissimo. Spesso, nei numerosi incontri e viaggi che abbiamo intrapreso per i vari porti del Mediterraneo, era prodigo di suggerimenti. Non dimenticava mai, in qualsiasi occasione, “un saluto alla tua Cristina’’, mia moglie. A volte si parlava di Camposano, sua cittadina natale, nel comprensorio di Nola, e mi confidava che quand’era presidente della Fondazione Giordano Bruno il suo sogno era quello di voler mirare al miglioramento dell’immagine di Nola, “portando i direttori dei maggiori quotidiani europei ed i premi Nobel’’. Un sogno che non si è mai realizzato. Ma non per colpa sua, ma per la poca
Il 26 giugno prossimo avrebbe spento 82 candeline, ma così non è stato: l’amico e collega Saverio Barbati ci ha lasciati dopo una lunga e sofferta malattia. L’ho conosciuto una ventina di anni fa ed ho avuto modo di apprezzare le sue qualità professionali e di uomo ricco di un enorme bagaglio di esperienze. Saverio era riservato, schivo ed educatissimo. Spesso, nei numerosi incontri e viaggi che abbiamo intrapreso per i vari porti del Mediterraneo, era prodigo di suggerimenti. Non dimenticava mai, in qualsiasi occasione, “un saluto alla tua Cristina’’, mia moglie. A volte si parlava di Camposano, sua cittadina natale, nel comprensorio di Nola, e mi confidava che quand’era presidente della Fondazione Giordano Bruno il suo sogno era quello di voler mirare al miglioramento dell’immagine di Nola, “portando i direttori dei maggiori quotidiani europei ed i premi Nobel’’. Un sogno che non si è mai realizzato. Ma non per colpa sua, ma per la poca lungimiranza di altri. Lo voglio ricordare così: come uomo mite, uomo prodigo di consigli e ricco di iniziative. Ciao Saverio!

