Al Gruppo Grimaldi l’84,72% di Minoan Lines
Un successo l’Offerta pubblica di acquisto sulla società di navigazione Greca quotata ad Atene


Napoli - Grimaldi Compagnia di Navigazione SpA, società capofila del Gruppo Grimaldi, ha completato con successo l’offerta pubblica d’acquisto sulle azioni di Minoan Lines S.A. (di seguito “Minoan Lines”), società di navigazione quotata alla Borsa di Atene.
A seguito dell’offerta, chiusa il 26 Novembre, il Gruppo Grimaldi detiene 60.085.289 azioni di Minoan Lines, equivalente all’84,72% del capitale sociale. Il Gruppo Grimaldi aveva offerto 5,29 Euro per ogni azione Minoan Lines, valutando la società 375.198.540 Euro.
Al momento del lancio dell’offerta, lo scorso 3 Ottobre, il Gruppo Grimaldi controllava il 33,36% di Minoan Lines. Attraverso l’offerta pubblica è stato raccolto il 47,86% del capitale.
Contemporaneamente, il Gruppo Grimaldi ha acquistato sul mercato un ulteriore 3,49% di Minoan Minoan Lines ha sede ad Heraklion, nell’isola di Creta, ed opera una flotta di sei moderne navi Cruise Ferry sulle rotte tra l’Italia e la Grecia e tra la Grecia e Creta.
Nel 2007, Minoan ha trasportato 1,57 milioni di passeggeri, 283.000 automobili e 153.000 camion e semirimorchi.
Emanuele Grimaldi, co-amministratore delegato del Gruppo Grimaldi e presidente di Minoan ha detto: “L’acquisizione di Minoan è un passo importante per la nostra strategia di costruire una solida alleanza Pan-Europea nel trasporto via mare di passeggeri, automobili e mezzi pesanti. Con Minoan Lines allarghiamo all’Adriatico e all’Egeo l’offerta nelle Autostrade del Mare, settore in cui in nostro network conta già su Grimaldi Lines (per le rotte tra Italia, Spagna, Francia, Malta, Tunisia e Libia) e Finnlines leader ro/ro nel mare del Nord e nel Baltico).”
“Minoan Lines – ha continuato Emanuele Grimaldi - resterà una società greca, con sede ad Heraklion (Creta) e gestita da un management greco. E’ nostra intenzione che Minoan Lines rimanga quotata all Borsa di Atene, così come Finnlines, di cui oggi controlliamo oltre il 64,90%, è quotata ad Helsinki.”
“Abbiamo acquistato Minoan per rafforzarla e migliorare il livello del servizio alla clientela – ha sottolineato Emanuele Grimaldi -. Abbiamo in programma un forte piano di investimenti per rafforzare tutte le linee servite: la Pireo-Heraklion, la Ancona-Igoumenitsa-Patrasso e la Venezia-Corfù-Igoumenitsa-Patrasso. Sia chiaro: nessuna di queste linee è in vendita.”
“Da quando siamo entrati nel capitale di Minoan Lines, abbiamo attivato sinergie che hanno portato vantaggi comuni a livello di fatturato, di riduzione dei costi e anche a livello commerciale. E’ chiaro che questo processo sarà adesso ulteriormente accelerato a beneficio sia degli azionisti di Minoan Lines che di Grimaldi”, ha concluso Emanuele Grimaldi.
Il Gruppo Grimaldi è uno dei principali gruppi armatoriali al mondo nel settore del trasporto di carichi rotabili (ro/ro). Interamente posseduto dalla famiglia Grimaldi, il Gruppo ha sede a Napoli e gestisce una flotta di 127 navi, 85 delle quali sono di proprietà. I dipendenti, a terra e in mare, sono circa 8 mila.
Nel 2007, il Gruppo Grimaldi ha registrato un fatturato di 2,5 miliardi di euro, trasportando 2,4 milioni di passeggeri, 2,8 milioni di auto e 1,8 milioni di camion, trailer e container. Il piano di espansione del Gruppo prevede investimenti per 2,2 miliardi di euro per la costruzione di 29 nuove navi entro il 2011.

 

Federimorchiatori e la riforma portuale

ROMA - Quando tutto è tranquillo e calmo, come la maggior parte delle volte, parlare del presidio di sicurezza nei porti è come rievocare un concetto distante, quasi di secondo piano, anche nella mente dei decisori politici, come lascia trasparire il Senatore della Repubblica Grillo, Presidente della Commissione Trasporti al Senato, che ha recentemente affermato durante il convegno di Confetra a Livorno, di ritenere che si possa reintrodurre nella discussione di riforma della 84/94 il concetto di autoproduzione per i servizi tecnico nautici, lo stesso concetto già bocciato per ben due volte alla Commissione Europea. La sicurezza nei porti oggi ha un costo elevato per la tecnologia dei mezzi e le professionalità richieste ed i fatti finora danno ragione alla via italiana, che mettendo insieme attività commerciale e presidio di sicurezza in un ambito concessorio, ha permesso ai privati di fare investimenti e garantire ai porti storici e non, in acque congestionate e spazi ristretti, di competere in termini di sicurezza. Infatti, l’ingresso dei privati nei porti ha aumentato traffici e produttività ma ha anche fatto crescere la domanda di sicurezza dell’utenza non solo a salvaguardia del valore più alto che è quello della vita umana, ma anche per garantire l’efficienza che vuole certezza dei tempi di scalo nel porto, nei quali quelli di ormeggio e disormeggio hanno una ruolo fondamentale e sono premessa necessaria alla competitività. Oggi la flotta dei rimorchiatori portuali italiani è la più avanzata e moderna in assoluto in tutta l’UE (come d’altra parte battelli e pilotine di piloti e ormeggiatori), garantendo anche servizi antincendio e antinquinamento oltre che di manovre al cavo e di soccorso in mare. E’ di pochi giorni fa il salvataggio di un traghetto ormeggiato nel porto di Cagliari che, sotto la spinta di  un vento a 40 nodi, aveva spezzato gli ormeggi. Erano le 21,00 eppure 5 rimorchiatori della Moby Divisione Rimorchiatori, all’allarme dato dalla Capitaneria si sono messi in azione e in due ore con condizioni di mare proibitive hanno messo in sicurezza la nave Via Adriatico della Tirrenia. Risultato: salvati uomini, carico nave, banchine e altre navi ormeggiate nel porto. Un sistema di autoproduzione magari in un porto specializzato nel traffico traghetti, come avrebbe risposto all’emergenza? Lo chiediamo al Presidente di Federimorchiatori Stefania Visco.
Presidente Visco in tempo di riforma portuale quale è la posizione di Federimorchiatori?
Sull’art. 14 della Legge 84/94 l’anno scorso abbiamo siglato un Accordo interassociativo tra tutto il cluster marittimo proprio sul servizio di rimorchio portuale. enti concessionari ed utenza insieme abbiamo focalizzato punti comuni importanti a garanzia dell’utenza anche rispetto alle problematiche tariffarie e dei riflessi economici. Noi chiediamo al Ministro Matteoli in primis ed al senatore Grillo che presiede la Commissione che sta lavorando sulla riforma portuale che l’accordo interassociativo sia ripreso integralmente senza tralasciarne alcun aspetto.
Cioè?
Gli ultimi due punti che sono di grande importanza per noi, non sono stati compresi nel Disegno di Legge Grillo. Il primo riguarda le piattaforme a largo come quella del rigassificatore di Rovigo, che sono impianti industriali innovativi per l’Italia non collocandosi in una lettura dell’art.101 del Codice della Navigazione come rada o porto. Le piattaforme offshore sono una definizione nuova che dobbiamo ancora dare.
Tuttavia, la vostra associata Panfido ha vinto in partnership la gara privata di appalto per il servizio rimorchio alla piattaforma offshore di Chioggia, allora esiste una normativa di riferimento?
È ancora in via di definizione. Per quanto riguarda Chioggia il Ministero ha avallato la possibilità di fare una gara che fosse di assegnazione privata del servizio di rimorchio in quanto proprio al di fuori della rada e quindi intesa come piattaforma industriale e non porto. Poi c’è il panorama molto più complesso del collegamento a terra di questi impianti industriali che rinviano alla questione della tassazione della Autorità portuale. Per quel che ci riguarda, riteniamo che  la collocazione naturale per il chiarimento sia all’interno della legge di riforma portuale, su cosa sia un impianto industriale a largo e come debba essere disciplinato il servizio di rimorchio, se debba essere assegnato con una gara in concessione o invece privata o altro ancora. Ma è ugualmente chiaro che per Federimorchiatori quello che è già in essere non può essere rimesso in discussione, ma dovrà rientrare nei canoni che decideremo, perché per noi questa cosa non è disciplinata, ma lo deve essere.
E l’altro punto qual è?
Il secondo aspetto è la tariffa di sicurezza. Si parla tanto di specializzazione dei porti e l’Accordo interassociativo prevede la possibilità laddove se ne ravvisino delle particolari condizioni con poche manovre di rimorchio, di stabilire una tariffa di sicurezza facendo contribuire al costo del presidio tutta l’utenza portuale con una disciplina all’interno della concessione stessa.
In parole più semplici?
L’orientamento della portualità italiana giustamente identifica i porti in base alle specializzazioni per evitare dannose concorrenze, ma se in un porto c’è traffico prevalentemente di  traghetti, che non prendono rimorchiatori, non è nemmeno possibile pensare che i pochi cavi all’anno paghino per tutti, perché con l’attuale sistema un fatturato che viene da poche manovre fa iniquamente schizzare la tariffa verso l’alto, facendo così pagare a pochi la necessità del presidio di sicurezza per l’intera comunità portuale.
Ma come e quando stabilire l’opportunità di una tariffa di sicurezza?
Ho sempre ritenuto più corretto che fosse la stessa comunità portuale ed il concessionario a stabilire l’esistenza di condizioni per stabilire una tariffa di sicurezza perché, ad esempio, nel caso si vogliano tenere basse le tariffe di manovra per le navi portacontainer, distribuendo anche sui feeder una tariffa di sicurezza.
Il  presidio di sicurezza  ha un risvolto anche per l’orario di lavoro …
La legge 108  dell’orario di lavoro nel settore marittimo non contempla le peculiarità del servizio di rimorchio. La nostra attività di presidio si può paragonare a quella del medico notturno: è in ospedale a disposizione, magari dorme, ma se c’è un’emergenza è là pronto ad operare. Ciò significa che i normali canoni di affaticamento per il lavoro possono essere applicati nel nostro caso solo con delle ponderazioni, commisurando la stanchezza e la fatica del lavoro rispetto all’indice di produttività: una cosa è lavorare in una catena di montaggio altra in una turnistica di 14 ore che è il limite massimo del turno previsto dalla legge sui rimorchiatori, che sono prevalentemente di presidio e non possono essere confrontate con la fatica 14 ore di manovra. Stiamo lavorando con il Ministero e le organizzazioni sindacali affinchè sia recepito all’interno del panorama normativo quel che è la nostra peculiarità per ottenere dei vincoli sull’organizzazione del lavoro più adatti alle nostre esigenze.
Questo aspetto vi differenzia anche da tutti gli altri marittimi…
Si, di tutti. Quando sei in navigazione le tabelle di armamento sono fatte in previsione delle guardie  e dell’avvicendamento dei marittimi durante la navigazione. Nel nostro caso invece in condizioni normali, fatte salve le emergenze, il nostro lavoro è basato sulle previsioni della Capitaneria  e quindi si sa anticipatamente quando si uscirà.Per il resto del tempo l’equipaggio pur restando a bordo è libero di defatigarsi come meglio crede, avendo tra l’altro spazi e cabine che consentono di dedicarsi alla lettura,guardare la televisione o al riposarsi.
Nei porti i rimorchiatori, i  piloti e gli ormeggiatori lavorano in tandem. Lo stesso fuori tra associazioni?
Auspico nel futuro prossimo con Angopi e Fedepiloti di poter portare avanti iniziative comuni sulle problematiche della sicurezza, essendone tutte e tre insieme,un presidio importante per i porti.

 

Navi Estere in Vendita

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Il Gruppo Grimaldi prosegue la sua espansione con la consegna della “Grande Angola”

Pola (Croazia) – Il 27 novembre scorso, presso i cantieri croati di Uljanik, è avvenuta la consegna ufficiale della nave ro/ro multipurpose “Grande Angola” al Gruppo Grimaldi (Napoli).
Varata lo scorso mese di maggio, la “Grande Angola” è la dodicesima di una commessa di 18 navi ordinate dal Gruppo Grimaldi ad Uljanik. Nei prossimi due anni i cantieri croati consegneranno al Gruppo altre sei navi gemelle della “Grande Angola”.
Con una lunghezza di 214 metri, una larghezza di 32,25 metri ed una velocità di servizio di 20 nodi, la “Grande Angola” è una nave ro/ro multipurpose da 50.000 tonnellate di stazza lorda, il cui cargo-mix ideale è di 2.000 auto e van, 2.000 metri lineari di carico rotabile e 800 Teu. L’altezza dei suoi ponti principali per-mette di caricare materiale rotabile pesante e fuori misura come camion, trattori, autobus a due piani, scavatrici, ecc. Il suo sofisticato si-stema di rampe interne, fisse e mobili, rende la 'Grande Angola' una nave estremamente flessibile, in grado di ottimizzare l'imbarco/ sbarco di qualsiasi tipo di merce. Dalla rampa di poppa è possibile caricare merci del peso superiore a 250 tonnellate mentre le sue due gru possono sollevare, sul ponte di coperta, unità (containers e merci d’ogni genere) con un peso superiore alle 40 tonnellate.
L’introduzione della “Grande Angola”, che sostituirà una nave noleggiata, porterà ad un potenziamento del servizio “Southern Express” su cui sarà impiegata, collegando il Nord Europa all'Africa Occidentale. I porti serviti sono Amsterdam, Amburgo, Tilbury, Anversa, Le Havre, Lisbona, Dakar, Luanda, Douala, Takoradi ed Abidjan.

 

Formalizzata la candidatura di Dassatti alla presidenza dell’A.P. di Napoli

Napoli - Il mandato dell’attuale presidente Francesco Nerli scadrà il 17 febbraio 2009. La scelta è caduta sull’ammiraglio Luciano Dassatti che dal 1995 al 1998 ha avuto la responsabilità della direzione marittima di Napoli.
“La grande professionalità e l’alta esperienza dell’ammiraglio - si legge in una nota - testimoniata dal curriculum che è stato trasmesso al mini-stero dell’Infrastrutture, offre una forte garanzia per l’ulte-riore sviluppo del porto di Napoli, prezioso motore per l’economia del nostro territorio”. “Al senatore Nerli che per otto anni ha retto con grande professionalità e competenza l’Ente porto, per gli importanti successi conseguiti - conclude - va la gratitudine del sindaco Iervolino, del presidente Di Palma e del sindaco Vozza”. “Ci sono tutte le condizioni per andare verso la scelta dell’ammiraglio Luciano Dassatti alla guida del-l’Autorità portuale di Napoli”, ha sottolineato il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, “è una persona di grande valore, che ha lavorato nel porto di Napoli anni fa e potrà continuare l’ottimo lavoro svolto da Nerli”. “Sul nome di Dassatti c’é stata un’ampia consultazione di base e sono state sentite le imprese del porto - ha aggiunto - I metodo e il percorso usati per la scelta vanno nella direzione giusta”. Per Bassolino “ci si avvia verso la conclusione positiva della vicenda. Mi sono sentito con Matteoli e Letta, adesso bisogna solo formalizzare l’intesa per iscritto”.
Bassolino ha poi ricordato che erano due i candidati: Tommaso Iavarone per la Camera di Commercio e Dassatti proposto dal Comune di Napoli, dalla Provincia di Napoli e dal Comune di Castellammare di Stabia. Anche gli imprenditori e gli operatori del porto di Napoli giudicano favorevolmente la designazione dell’ammiraglio Luciano Dassatti a presidente del porto.
“Il nome dell’ammiraglio Dassatti corrisponde all’identikit di un candidato super partes e di alto profilo che in sede di consultazione abbiamo indicato - spiegano - E la prova che l’applicazione di un metodo corretto, che prevede l’ascolto delle categorie, consente di individuare le persone più adatte a guidare la cosa pubblica”.  “La compattezza, quindi, vince - aggiungono - per la prima volta tutti gli imprenditori e operatori del porto di Napoli si sono schierati in modo unitario. E non per un nome ma appunto per un metodo.
è molto importante che le Istituzioni cittadine e provinciali, con la sapiente mediazione dell’assessore Regionale ai Trasporti, Ennio Cascetta - concludono - abbiano deciso di applicare questo metodo che ci auspichiamo possa essere seguito anche per il futuro sia dalla classe politica, sia da quella imprenditoriale”.


L’Ammiraglio Ispettore Luciano DASSATTI è nato a Riva del Garda (TN) il 28 giugno 1942. Dopo aver conseguito il diploma di maturità classica ha frequentato i corsi normali dell’Accademia Navale di Livorno dal 1961 al 1965, laureandosi in scienze marittime e navali. Quale ufficiale di Stato Maggiore della Marina Militare è stato imbarcato su diverse unità della Squadra Navale tra cui Nave Duilio, Nave Centauro, Nave Intrepido e Nave Veneto, conseguendo l’abilitazione as/sioc e di controllore di aeromobili di II livello. Nel 1972 è transitato nel Corpo delle capitanerie di porto, ricoprendo, tra gli altri, incarichi di comando presso i seguenti uffici: ufficio circondariale marittimo di Riposto, dal 1973 al 1975; capitaneria di porto di Viareggio, dal 1984 al 1986; capitane-ria di porto di Roma, dal 1989 al 1990; direzione marittima di Civitavecchia, dal 1991 al 1992; direzione marittima di Livorno, dal 1992 al 1995; direzione marittima di Napoli, dal 1995 al 1998. Nel periodo dal 1986 al 1989 l’Ammiraglio ha svolto presso l’Accademia Navale l’incarico di docente di materie giuridiche, diritto marittimo internazionale, diritto umanitario e logistica, nonché quello coadiutore del Corso Superiore di Stato Maggiore presso l’Istituto di Guerra Marittima, incarico per il quale è stato autorizzato a fregiarsi del distintivo IGM.
Dal 1998 al 2004 ha rivestito l’incarico di Capo del 1° Reparto personale, formazione e ordinamento del Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto.
Durante la carriera ha svolto periodicamente l’incarico di Professore a contratto in seno al corso di Economia e Gestione delle Imprese di Trasporto presso l’Università di Cassino, nonché la funzione di Commissario straordinario dell’Autorità Portuale di Livorno.
è autore di diverse pubblicazioni sui servizi di istituto del Corpo delle capitanerie di porto.
è stato insignito delle seguenti decorazioni e onorificenze:
• Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana;
• Medaglia Mauriziana al merito di dieci lustri di carriera militare;
• Medaglia militare di bronzo al merito di lungo Comando;
• Croce d’oro con stelletta per anzianità di servizio mi-litare;
• Diploma di Benemerenza di 1° classe con Medaglia d'oro al Merito dell'ambiente;
• NATO Medal for Kosovo per il supporto fornito alla NATO per le operazioni in Kosovo;
• Cavaliere di Grazia Magistrale del Sovrano Militare Ordine di Malta;
• Croce di Commendatore con spade dell’Ordine al Merito Melitense;
• Commendatore di merito dell’Ordine Militare Costantiniano di S. Giorgio;
• Cavaliere Grand Ufficiale dell'Ordine di Sant’Agata della Serenissima Repubblica di San Marino;
è inoltre, autorizzato a fregiarsi del Distintivo di Istituto di Guerra Marittima per aver ricoperto l'incarico di coadiutore al corso superiore di Stato Maggiore.
Dal 26 novembre 2004 ha assunto l’incarico di Comandante generale del Corpo delle capitanerie di porto.

 

Trieste: cresce il movimento merci nei primi dieci mesi del 2008

TRIESTE - è aumentato del 4,6% il movimento merci nel porto di Trieste nei primi dieci mesi del 2008 rispetto lo stesso periodo nel 2007. In particolare - ha reso noto l'Autorità Portuale - le tonnellate movimentate nel periodo gennaio-ottobre 2008 sono state 40.497.407 contro le 38.721.175 tonnellate dello stesso periodo 2007. A determinare questo risultato è stata principalmente la piena ripresa (+6%) degli sbarchi di greggio al terminale petrolifero dopo un'annata un po' contratta e la continua ascesa del traffico contenitori che, in dieci mesi, ha superato il numero complessivo fatto registrare in tutto il 2007.
In particolare, a ottobre sono stati sbarcati/i mbarcati al Molo VII 30.841 Teu, contro i 24.555 dello stesso mese 2007 (+25,6%) che portano il totale annuale a 284.706 Teu, il 30% in più dei 219.427 Teu movimentati tra gennaio e ottobre 2007. Nel comparto passeggeri, si registra una crescita del 33,6%: 142.038 i passeggeri sbarcati/imbarcati quest'anno rispetto ai 106.292 del 2007; e 81.700 i crocieristi rispetto ai 52.900 del 2007, per una crescita del 65%.
In ripresa, nello stesso mese, il settore delle rinfuse solide. L'attività terminalistica svolta alle banchine della Ferriera di Servola, in primis, ha determinato l'incremento mensile del 38,3% nel comparto.
Fatica a riprendere il traffico RoRo/Ferry: con 4,7 milioni di tonnellate, rimane comunque a livelli importanti anche se al momento vede tra gli arrivi/partenze via mare 9.000 automezzi pesanti in meno rispetto al 2007.