Terzo valico sulle spalle delle imprese di autotrasporto

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 Trasportounito denuncia il blocco dei pagamenti attuato dal commissario

Roma, 20 aprile 2017 – Le imprese di autotrasporto che lavorano come sub contractors del consorzio Cociv, sotto gestione commissariale, non ricevono il pagamento delle loro prestazioni da settembre 2016 e rischiano di saltare.

Trasportounito ha inviato una lettera al commissario del Cociv, il Consorzio di cui fanno parte Salini-Impregilo e Condotte d’acqua, senza ricevere neppure una risposta quasi se per loro ruolo l’autotrasporto, anello debole della catena, dovesse funzionare da banca per soggetti finanziari di certo ben più potenti e dotati di risorse finanziarie neppure comparabili.

La vicenda allunga ombre allarmanti anche sulla fattibilità e sui tempi di realizzazione del Terzo valico, opera di cui il governo, anche di recente, ha confermato l’assoluta strategicità nell’ambito del cosiddetto Corridoio Europeo Reno – Alpi.

Il soggetto che realizza gli investimenti infrastrutturali ferroviari è il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane che opera attraverso Rete Ferroviaria Italiana (RFI), il soggetto proponente dell’opera, e la società di ingegneria Italferr, cui spetta l’alta sorveglianza sulla realizzazione del progetto.

Il General Contractor incaricato della progettazione e costruzione del Terzo Valico è appunto il Consorzio COCIV, il quale, a seguito di una inchiesta giudiziaria in corso, è stato affidato a una gestione commissariale.

Trasportounito porterà all’attenzione diretta del governo e dei ministeri competenti due precisi interrogativi:

È mai possibile che anche quando si tratta di opere pubbliche con risorse pubbliche le imprese di autotrasporto devono fare da banca allo stato o a soggetti che dispongono di incredibili capitali finanziari?

È mai possibile che le imprese che lavorano con lo Stato, o con soggetti ai quali lo Stato ha affidato la costruzione dell’opera, sono costrette a chiudere e a fallire?

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