Il contributo del progetto CAPTAIN alla Macrostrategia Adriatico Ionica nell’ambito del trasporto marittimo dei passeggeri

trieste captain project

Trieste, 14 dicembre 2016 – Il 16 novembre sorso si è svolta a Trieste la Conferenza finale del progetto CAPTAIN (acronimo di Capitalization of Transport models in Adriatic Ionian Network for supporting EUSAIR development / Capitalizzazione di modelli di trasporto nella rete adriatico-ionica a supporto dello sviluppo di EUSAIR). L’incontro ha avuto due momenti fondamentali: si è aperto con la presentazione dei risultati di progetto ed è terminato con una tavola rotonda per sintetizzare i risultati raggiunti.

Lo scopo del progetto CAPTAIN è stato quello di rispondere alla comune esigenza di migliorare l’accessibilità e la mobilità nel bacino adriatico-ionico e nel suo entroterra, attraverso lo sviluppo di servizi di trasporto integrato, sostenibili, sicuri, a carattere transfrontaliero, attraverso anche un miglioramento delle infrastrutture.

L’azione di capitalizzazione si è incentrata su tre distinti progetti realizzati grazie al finanziamento del programma europeo Adriatic IPA CBC 2007-2013, di cui uno (il primo) ritenuto dal programma di “interesse strategico”: EA SEA-WAY, ADRIMOB e AdriaticMos.

Gli obiettivi specifici di CAPTAIN hanno riguardato la promozione di analisi e studi di fattibilità, la creazione di sinergie allo scopo di sviluppare una più ampia rete di attori del settore dei trasporti per rafforzare le loro capacità e lo sviluppo e il trasferimento di strumenti, modelli, esperienze e buone pratiche implementati nei differenti progetti. Inoltre, si è voluto agire sull’impatto che i tre progetti capitalizzati hanno sulle politiche nazionali e regionali nell’area adriatico-ionica, allo scopo di stimolare strategie macro-regionali, garantendo un coordinamento degli interventi tesi a superare le problematiche, le strozzature e i collegamenti mancanti, sia per il trasporto passeggeri che merci. Una particolare attenzione è stata altresì rivolta a forme di cooperazione con le organizzazioni europee e multilaterali esistenti aventi obiettivi simili o convergenti, al fine di evitare sovrapposizioni con organismi ed enti già operanti nel settore, e all’individuazione di una complementarietà e sinergie con il cosiddetto “Processo di Berlino”, iniziativa diplomatica legata all’allargamento dell’Unione europea ai paesi dei Balcani occidentali.

La rilevanza dell’attività di capitalizzazione del progetto CAPTAIN è data dall’attenzione riposta affinché l’azione sia in linea e di supporto alla strategia EUSAIR e ai suoi obiettivi inerenti alla Connettività della regione (Pilastro 2) e in particolare alle tematiche relative al trasporto marittimo (Tematica 1) e alle connessioni intermodali con l’entroterra (Tematica 2).

L’atto propositivo che indubbiamente presenta un più evidente impatto a livello regionale, interessando l’intero bacino adriatico-ionico, è rappresentato dalla costituzione dell’Osservatorio Adriatico-Ionico sul trasporto marittimo dei passeggeri, sorto dall’iniziativa dell’intero partenariato di EA SEA-WAY che ha siglato un accordo transfrontaliero per la sua realizzazione (maggio 2016). In CAPTAIN, si è proseguito nell’azione costitutiva, ponendo le basi per la futura istituzione dell’Osservatorio attraverso la redazione di uno statuto.

Lo scopo dell’Osservatorio è volto al miglioramento della mobilità nell’area marittima adriatico-ionica attraverso la promozione della cooperazione territoriale e transfrontaliera e lo sviluppo di un dialogo costruttivo tra i key-player di settore e anche con i policy maker dell’area, fornendo specifiche proposte su questioni legislative e tecniche. Inoltre, è obiettivo auspicato che l’Osservatorio possa svolgere la sua attività in sinergia con analoghi enti dell’area mediterranea, allo scopo di condividere e sviluppare in modo condiviso soluzioni alle tematiche affrontate.

L’obiettivo della capitalizzazione svolta nell’ambito del progetto CAPTAIN è tesa a combinare opportunità, località e modalità di trasporto diversi tra loro, per arrivare ad ottimizzare l’efficacia dei servizi e a rispondere concretamente alla domanda di questi dal mondo dei trasporti marittimi di persone e merci.

Per riassumere le tematiche progettuali affrontate, si è svolta una tavola rotonda dedicata allo sviluppo della mobilità nell’Adriatico Ionio, durante la quale sono state discusse e riassunte alcune delle necessità ritenute prioritarie.

Il dibattito è stato moderato dal Prof. Vittorio Torbianelli dell’Università di Trieste, il quale ha introdotto i temi iniziali a partire dall’individuazione delle priorità per una migliore mobilità nell’area, del loro impatto sui mercati e della necessità di considerarle anche dal punto di vista del ritorno economico, alla luce dello stimolo agli investimenti privati nel settore dell’intermodalità, e nella piena comprensione delle difficoltà che possono sorgere nell’affrontare questi problemi.

La Prof. Elen Twrdy, decano della Facoltà di studi e trasporti marittimi dell’Università di Lubiana ha evidenziato la buona qualità della rete intermodale slovena, alla quale tuttavia serve ancora una rimozione delle strozzature esistenti. Sul piano regionale, ha ricordato la collaborazione fattiva già esistente tra gli enti universitari di settore dei paesi dei Balcani occidentali sul tema dell’intermodalità, sollecitando una maggiore cooperazione anche con gli enti amministrativi che legiferano a riguardo.

Il Prof. Edvard Tijan dell’Università di Rijeka/Fiume ha evidenziato la velocità delle scoperte nel settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT), in contrapposizione con la difficoltà del settore infrastrutturale di innovare agli stessi ritmi. Egli suggerisce inoltre l’opportunità di costituire una comunità portuale internazionale in grado di affrontare in modo congiunto problemi attuali e sfide future nell’ambito del Port Community System.

L’intervento della rappresentante serba dell’Università di Belgrado, Prof. Olja Cokorilo ha iterato il ruolo della ricerca accademica a supporto delle strategie di sviluppo, ponendo l’attenzione sul bisogno di capire appieno le esigenze del settore dei trasporti di ogni paese ma con attenzione sull’intera area e incentivare la promozione dei risultati raggiunti con CAPTAIN allo scopo di stimolare la partecipazione anche del settore privato nella politica di investimenti.

La Prof. Azra Ferizovic dell’Università di Sarajevo, dopo un’analisi generale della tematica con cui ha cercato di presentare lo sviluppo della strategia EUSAIR da un punto di vista “balcanico”, ha rilevato la necessità di migliorare l’integrazione e la qualità delle diverse modalità di trasposto nell’area dei Balcani occidentali, che ad oggi risulta ancora frammentaria e carente dei necessari investimenti, soprattutto attraverso la rimozione delle attuali barriere che frenano la mobilità delle persone e delle merci.

Per l’Italia, contributi sono pervenuti dall’esperto di trasporti dell’ITL di Bologna, Prof. Stefano Dondi e dal Dr. Guido Piccoli dell’ALOT di Brescia. Dondi ha posto l’accento sulla opportunità di avere una visione comune sia dell’area che delle azioni da adottare, allo scopo di integrare al meglio le infrastrutture e implementare i servizi intermodali, facilitando il collegamento costa-interno e l’integrazione tra i servizi pubblici e quelli privati, nonché di unire le forze dei singoli stati, e sfruttare in modo efficiente le tecnologie a nostra disposizione. Il ragionamento è stato confermato dalle parole di Piccoli, il quale ha voluto anche evidenziare, stando la tipologia della sua attività a diretto contatto con il territorio (ALOT – Agenzia della Lombardia Orientale per i Trasporti e la Logistica è un’agenzia costituita da alcune province della Lombardia per la promozione e lo sviluppo di infrastrutture e servizi della logistica e del trasporto e per il miglioramento della mobilità), l’importanza di seguire una corretta metodologia che favorisca il regolare procedimento che, dall’individuazione delle necessità, passando alla ricerca degli investimenti, porti alla realizzazione delle opere e dei servizi nel modo più efficace e rapido, al fine anche di favorire l’interesse dell’investitore privato.

A latere della Conferenza finale, organizzato da Informest, si è tenuto un corso di formazione destinato agli operatori del trasporto marittimo e non. Il training, tenuto dallo psicologo dott. Massimo Bonventi su incarico del CFLI di Venezia, ha illustrato al pubblico presente in sala e a quello connesso in streaming, lo scenario di riferimento della cultura e Intercultura per la disabilità, affrontando le caratteristiche delle disabilità nel caso del trasporto delle persone, per offrire una migliore comprensione e proporre dei metodi per soddisfare le diverse esigenze. La comprensione di queste dinamiche diventa infatti uno strumento per gli operatori dei terminal portuali e di tutti gli operatori che hanno diretto contatto con le persone viaggianti, che permette di acquisire coscienza delle problematiche sorte durante il viaggio ai portatori di handicap e alle persone con particolari necessità di assistenza, allo scopo di migliorare i servizi offerti, di fornire tutte le istruzioni e le soluzioni necessarie al fine di garantire tali servizi.

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